Verso la vetta

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Avatar di Redazione 19 Aprile 2010 | 12:30
Da poco è sbarcata sul mercato degli Etf italiani ma Amundi punta già a diventare il quinto operatore del Paese. Attraverso una strategia inedita: puntare al retail…

…passando per le reti di consulenti e promotori. Ne parliamo con Gabriele Tavazzani, condirettore generale e direttore commerciale di Amundi SGR.

Etf distribuiti al retail tramite promotori/consulenti: la vostra è una scelta fuori dagli schemi. Come è nata e che cosa vi aspettate?
Sino ad oggi il mercato degli Etf in Europa è stato principalmente un mercato per attori istituzionali e l’intento prioritario di Amundi è sicuramente presidiare questo segmento di clientela. Siamo però convinti che i nostri punti di forza (costi di gestione più bassi della media, qualità di tracking degli indici e innovazione) validi per gli istituzionali possano essere altrettanto vantaggiosi per la clientela retail. Le reti dei promotori e dei consulenti saranno sempre più attente all’evoluzione del mercato degli Etf quanto più si andrà verso un sistema di “consulenza fee-only”, che consentirà a questi attori di offrire ai clienti un supporto alla selezione anche degli Etf. Strumenti per i quali, date le caratteristiche di prodotto indicizzato, il costo competitivo, non solo in termini di gestione, ma anche di negoziazione, risulta uno degli elementi più importanti di scelta.

Credete che si tratti di una nuova tendenza?
Le nuove tendenze nascono sempre con le innovazioni e gli Etf sono un’innovazione importante nel risparmio gestito ancora poco nota al cliente retail. Le reti di promotori e di consulenti rappresentano un nuovo canale attraverso il quale non solo far conoscere, ma supportare il cliente nel corretto utilizzo di questo strumento finanziario.

Come pensate di avvicinare i promotori a uno strumento non remunerativo?
Come anticipato, l’utilizzo di tali prodotti dipende dal processo di evoluzione verso un sistema di “consulenza” a pagamento di cui nessuno ad oggi può prevederne le future dinamiche di sviluppo. Far inserire nei portafogli questi semplici strumenti insieme a prodotti classici di risparmio gestito può risultare una scelta efficiente sia in termini di costo che di asset allocation.

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