Una necessità chiamata Etc

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di Francesco D'Arco 6 Settembre 2010 | 13:00
Oggi investire in commodity è fondamentale per difendersi dalle continue crisi di sistema.

Per qualcuno sono solo una semplice alternativa agli Etf “tradizionali”. Per altri, i più critici, sono uno strumento completamente diverso dai parenti Etf. Per chi li propone sono una valida alternativa ai più tradizionali investimenti in azioni e obbligazioni.
Detto in altri termini sono lo strumento ideale per ottenere oggi quella diversificazione necessaria per non farsi travolgere dalle continue e improvvise crisi di sistema (vedi debito sovrano, stress test e simili).
Massimo Siano, responsabile per il mercato italiano di ETF Securities, invece non ha dubbi: le commodity sono “necessarie” e gli Etc sono la via più pratica, facile ed efficiente per investire in un asset class importante ma spesso irraggiungibile. E la crescita nel mercato italiano della società da lui rappresentata dimostra che, forse, la teoria di Siano non è così sbagliata.

Settembre è il momento ideale per fare i primi veri bilanci dell’anno. Qual è il suo giudizio sull’andamento degli Etf e degli Etc dall’inizio dell’anno?
Direi che il bilancio è decisamento positive dal momento che ETF Securities ha aumentato la sua quota di mercato e abbiamo superato i 20 miliardi di dollari di attivo gestito partendo dai 15 miliardi di inizio 2010.
Gli investitori italiani e quelli europei oramai sono consapevoli che nella diversificazione di portafoglio le commodity sono necessarie e gli Etc sono uno strumento rivoluzionario in termini di facilità, prezzamento ed efficienza per investire in questa importante asset class.

Dietro al termine commodity si racchiudono numerose opportunità. Considerando la vostra gamma prodotti quali sono stati i più gettonati in questo 2010? I soliti noti?
Senza dubbio. Oro e petrolio continuano a dominare le scelte degli investitori. Il petrolio nella prima parte dell’anno è stato il più richiesto.
Nella seconda parte è emerso l’oro sopratutto da quando gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi seriamente per la crisi del debito in Grecia.
Ora il panico da debito sovrano sembra rientrato. Sono passati anche gli stress test e, anche se non si possono prevedere quali saranno i futuri allarmi, Lei cosa si aspetta, in termini di trend di mercato, per i prossimi mesi?

Ma soprattutto, assisteremo ancora a un dominio di oro e petrolio nell’ambito delle materie prime e degli Etc?
Personalmente mi aspetto un aumento dei flussi nelle materie prime agricole e nei metalli preziosi.
Visto l’andamento molto negativo dell’indice Baltic dry, dopo aver letto le dichiarazioni ufficiali del governatore della Federal Reserve e del presidente della Bank of England e infine dopo aver riscontrato il declassamento dei bond governativi dell’area euro, credo che il mercato abbia buoni motivi per essere pessimista. Per questo credo sia naturale cercare beni rifugio o asset class decorrelate alle azioni e alle obbligazioni.

Ma avete nuovi Etf in cantiere su cui intendete puntare da qui alla fine dell’anno?
Abbiamo intenzione di lanciare anche in Italia gli Etc sui cambi. Sono molti gli investitori italiani che hanno richiesto a ETF Securities di studiare e lanciare uno strumento legato al mondo delle valute.

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