Certificati, Barclays guarda ai Paesi emergenti

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di Redazione 6 Ottobre 2011 | 16:08
Barclays Bank ha lanciato un certificato sull’indice NASDAQ OMX Emerging Markets Technology, che riproduce il rendimento di un paniere composto società tecnologiche quotate nei Paesi Emergenti…

Barclays Bank ha lanciato il nuovo certificato sull’indice NASDAQ OMX Emerging Markets Technology con scadenza 11 ottobre 2016, che riproduce il rendimento di un paniere composto da alcune tra le più promettenti società tecnologiche quotate sui listini dei Paesi Emergenti, una asset class ora facilmente accessibile anche ai risparmiatori italiani. Disponibile da oggi in Borsa Italiana, il nuovo prodotto nasce dalla collaborazione tra Nasdaq e Barclays, che hanno messo a frutto la conoscenza del settore tecnologico da un lato e l’esperienza nel mondo delle emissioni e quotazioni di strumenti finanziari dall’altro, per fornire uno strumento innovativo adatto ad una diversificazione del portafoglio che risponda al crescente interesse degli investitori per i mercati emergenti ed in particolare per il settore tecnologico. 

In dettaglio, l’indice total return NASDAQ OMX Emerging Markets Technology replica la performance di un gruppo di titoli azionari – fino a un numero massimo di 35 azioni – di società appartenenti al settore tecnologico e della telefonia mobile attive nei Paesi Emergenti. Le singole azioni devono avere una capitalizzazione di mercato minima pari ad almeno 1 miliardo di dollari, mentre la media di scambi giornalieri deve essere superiore ai 7,5 milioni di dollari nei tre mesi che precedono la data di ribilanciamento dell’Indice. Le societa’ i cui titoli azionari compongono l’indice possono avere sede nei seguenti Paesi: Brasile, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Egitto, Ungheria, India, Malesia, Marocco, Messico, Perù, Filippine, Polonia, Russa, Sud Africa, Taiwan, Tailandia e Turchia. I valori dell’indice sono calcolarti e pubblicati sul mercato Nasdaq.

L’indice è stato predisposto per replicare strategie di investimento secondo una metodologia prefissata, non suscettibile di aggiustamenti discrezionali nel tempo. Il risparmiatore che decida di investire nel certificato Barclays è esposto, oltre al rischio emittente, al rischio dei titoli appartenenti alla categoria dei titoli tecnologici quotati sui mercati emergenti.
 
“Molte tra le società tecnologiche più promettenti sono quotate sui listini dei Paesi Emergenti, difficilmente raggiungibili dai risparmiatori italiani. E l’offerta di indici settoriali è ancora limitata: da qui la collaborazione di Barclays con il Nasdaq” – spiega Fabrizio Boaron, responsabile per Barclays Capital del team Investor Solutions per il sud Europa. “Questo nuovo indice è uno strumento innovativo, con cui l’investitore può accedere in modo trasparente a questa specifica asset class dalle potenzialità interessanti, una selezione dei titoli azionari storicamente altamente performanti, un mix ottimale tra tecnologia e mercati emergenti particolarmente indicato per chi vuole un investimento di lungo termine”.

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