Etf Securities, Gambarini: il prezzo dell’oro non può restare a livelli così bassi a lungo

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di Redazione 27 Maggio 2013 | 14:55
Secondo l’associate director research di Etf Securities, a spingere giù i prezzi sono stati “timori eccessivi legati ad una vendita delle riserve aurifere da parte di Cipro e altri Paesi periferici”….

QUOTAZIONI ECCESSIVAMENTE DEPRESSE – Quotazioni così depresse per l’oro rispetto ai massimi del 2011 appaioni ingiustificate. Ne è convinta Simona Gambarini, associate director research di Etf Securities, secondo cui a spingere giù i prezzi sono stati “timori eccessivi legati ad una vendita delle riserve aurifere da parte di Cipro e altri Paesi periferici”: così si sono innescate una serie di vendite automatiche. Tuttavia, sottolinea Gambarini secondo quanto riporta MF, “i rischi strutturali rimangono e le banche centrali continueranno a sostenere la domanda d’oro, a scopo di diversificare le riserve valutarie”.

I PREZZI NON POSSONO RIMANERE A LUNGO SOTTO CERTI LIVELLI – La Cina è diventata uno dei maggiori consumatori d’oro fisico negli ultimi 10 anni fino a rappresentare quasi il 20% della domanda globale, ricorda il quotidiano. E l’India copre un altro 25%. Contestualmente, il costo della produzione dell’oro è cresciuto dai 200 dollari l’oncia del 2003 a oltre 650 dollari dello scorso anno. “I prezzi non possono rimanere troppo a lungo sotto certi livelli”, osserva Gambarini. Nel frattempo, chi scommette su un consolidamento della ripresa economica a livello globale, potrebbe prendere in considerazione l’investimento nei metalli preziosi industriali: palladio e platino.

IL PLATINO -  “Nonostante la debolezza della domanda, il prezzo del platino potrebbe essere favorito da nuovi potenziali disordini in Sudafrica, Paese che produce l’80% dell’offerta del metallo a livello mondiale”, sottolinea l’analista. Più favorevoli sono, in ogni caso, le prospettive della domanda di palladio che, secondo le stime, dovrebbe restare in deficit anche nel 2013, anche per effetto di un progressivo calo dell’offerta da parte della Russia.
 

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