Lyxor, flussi record per gli Etf in Europa nel 2015

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di Chiara Merico 8 Gennaio 2016 | 13:30
La raccolta netta di nuovi capitali (NNA) durante l’anno ammonta a 72,2 miliardi di euro, con un incremento del 61,6% rispetto al 2014. Le masse in gestione totali sono in aumento del 25% rispetto alla fine del 2014 e raggiungono quota 452 miliardi di euro.

LIVELLI RECORD – Nel 2015 i flussi legati al mercato europeo degli ETF hanno raggiunto un livello record. Lo rivela il barometro mensile a cura di Marlène Hassine, head of ETF research di Lyxor. La raccolta netta di nuovi capitali (NNA) durante l’anno ammonta a 72,2 miliardi di euro, con un incremento del 61,6% rispetto al 2014. Le masse in gestione totali sono in aumento del 25% rispetto alla fine del 2014 e raggiungono quota 452 miliardi di euro, compreso il significativo contributo della performance di mercato (+9,11%). Il mercato europeo degli ETF ha registrato afflussi significativi anche nel mese di dicembre 2015. La raccolta netta di nuovi capitali (NNA) nel mese è stata pari a 9,1 miliardi di euro, solo il 16% in meno rispetto al livello record raggiunto a gennaio 2015. Le masse in gestione totali sono in aumento del 25% rispetto alla fine del 2014 e raggiungono quota 452 miliardi di euro, compreso il significativo contributo della performance di mercato (+9,11%).

GLI INVESTITORI PUNTANO SUGLI ETF AZIONARI EUROPEI
– Gli investitori si sono concentrati soprattutto sugli ETF azionari europei in un mercato dominato dalla divergenza delle politiche monetarie e delle dinamiche di crescita a livello mondiale. Gli investimenti verso gli indici azionari, pari a 45,6 miliardi di euro, hanno fatto segnare il livello più alto degli ultimi tre anni e rappresentato quasi i due terzi degli afflussi totali del mercato. In ragione del notevole differenziale di crescita, gli investitori si sono perlopiù indirizzati sulle azioni dei mercati sviluppati, che hanno evidenziato afflussi pari a 47,6 miliardi di euro, mentre i mercati emergenti hanno subito deflussi pari a 2,0 miliardi di euro. Sulla scia dell’implementazione del quantitative easing della BCE e del miglioramento della fiducia nell’economia, le azioni europee hanno registrato afflussi record per 38,4 miliardi di euro, pari al 53% degli investimenti complessivi del 2015.

BENE IL GIAPPONE, MALE LA CINA – Grazie alle incoraggianti notizie economiche provenienti dall’implementazione delle politiche dell’Abenomics, gli ETF azionari giapponesi hanno confermato il loro trend positivo, sebbene a un ritmo più moderato, raggiungendo quota 3,7 miliardi di euro, il 70% in più rispetto al livello del 2014 ma meno del massimo storico registrato nel 2013. Di contro, gli elevati livelli valutativi dei mercati azionari statunitensi si sono tradotti in investimenti più contenuti verso gli ETF azionari del Paese, attestatisi a EUR 2,7 mld, vale a dire una diminuzione dell’83% rispetto al 2014. Il timore di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed, materializzatosi a dicembre, e il pericolo di un rallentamento in Cina spiegano gran parte dei deflussi registrati dai mercati emergenti, che hanno riguardato soprattutto gli ETF azionari cinesi, con disinvestimenti pari a 2,1 miliardi di euro a fronte di afflussi per  271 milioni di euro verso i fondi con indicizzazione più ampia. Anche gli afflussi verso gli indici obbligazionari hanno toccato il massimo triennale a quota 26,5 miliardi di euro, malgrado la correzione subita nel secondo trimestre 2015. I titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno registrato afflussi record pari a 6,9 miliardi di euro. L’allentamento della politica monetaria in Europa ha aiutato gli investimenti in obbligazioni governative e “Investment Grade” europee a portarsi sui livelli più alti mai registrati, pari rispettivamente a 6,1 e 5,0 miliardi di euro. Anche le obbligazioni “High Yield” europee hanno registrato afflussi record a quota 2,1 miliardi di euro, sospinti dalla ricerca di rendimento e, nel secondo semestre, dalle aspettative di un ampliamento del QE. Inoltre, la previsione di un incremento dell’inflazione ha fatto sì che gli investimenti nelle obbligazioni legate all’inflazione si portassero sul livello massimo di 1,8 miliardi di euro.

COMMODITY – I flussi relativi alle commodity sono stati lievemente positivi, attestandosi a 144 milioni di euro nel 2015 dopo due anni di forti deflussi (1,3 miliardi di euro nel 2014 e 5,4 miliardi di euro nel 2013). Va notato che gli afflussi riferiti agli ETF globali su commodity hanno toccato il massimo storico a quota 956 milioni di euro, mentre i metalli preziosi hanno subito deflussi per 812 milioni di euro.

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