Come scegliere un ETF, le domande da porsi – Prima parte

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di Redazione2 febbraio 2018 | 17:36

Con il crescente sviluppo del mercato degli ETF è aumentato anche il numero di prodotti offerti. Non solo è ormai possibile implementare molte differenti strategie di investimento ma si può anche scegliere tra fondi di diversi emittenti che replicano lo stesso mercato o, anche, lo stesso indice. Ciò ha reso necessario selezionare il prodotto più adatto ai propri obiettivi di investimento attraverso l’analisi delle caratteristiche dei vari strumenti disponibili.

 

Selezione dell’indice

Per scegliere un ETF è importante comprendere adeguatamente come effettivamente esso investa. Due indici che replicano lo stesso mercato possono presentare numerose differenze tra loro e, conseguentemente, ogni prodotto presenta un pro lo rischio/rendimento peculiare. Ogni provider di indici stabilisce i propri criteri di selezione dei titoli da includere in uno specifico benchmark. È opportuno valutare che tali criteri siano trasparenti ed obiettivi, che i dati sull’indice siano completi e facilmente reperibili, che l’indice sia conosciuto ed utilizzato e che abbia una storia sufficiente a valutarne l’efficacia. La selezione di un indice sottostante rispetto ad un altro è una scelta di tipo tattico.

Le domande da porsi:

  • I criteri di costruzione dell’indice sottostante sono chiari e facilmente reperibili? Quando è stato creato?
  • Il provider dell’indice è conosciuto oppure coincide con l’emittente degli ETF?
  • Sono disponibili i dati relativi all’andamento dell’indice nel passato? Si tratta di simulazioni o di dati reali?


Struttura dell’ETF

Gli ETF possono replicare gli indici sottostanti attraverso una replica  fisica completa, ottimizzata o a campione e una replica sintetica. Se l’ETF acquista fisicamente i titoli presenti nell’indice sottostante si parla di replica  fisica, la quale può essere completa se il fondo detiene tutte le componenti del benchmark con il loro peso relativo, oppure ottimizzata o parziale se il fondo detiene solamente alcune delle azioni componenti l’indice. La scelta di una replica non completa avviene solitamente per indici composti da un elevato numero di azioni oppure relativi a mercati difficilmente accessibili. Se invece l’ETF utilizza contratti derivati per ottenere il rendimento del benchmark, si parla di replica sintetica o indiretta. Con questo tipo di replica non si acquistano i titoli contenuti nell’indice, bensì la performance, attraverso la stipula di contratti swap. Ciò espone al rischio di controparte e implica la necessità di verificare la trasparenza del paniere di titoli utilizzato come collaterale, nonché del costo sottostante alla stipula del contratto swap.

Le domande da porsi:

  • Qual è la struttura dell’ETF? Cosa comporta in termini di benefici/rischi?

 

Negoziazione

È importante conoscere la liquidità, gli asset, lo spread e la profondità di mercato di un ETF. Un fondo con contenute masse (AuM) è facilmente destinato alla chiusura, mentre la dimensione maggiore rende l’ETF più efficiente dal punto di vista dei costi, nonché più efficacemente negoziabile. Lo spread è la differenza tra i prezzi denaro e lettera (bid e ask), imposta dal market maker per comprare o vendere l’ETF: più è contenuto e più il prodotto è concorrenziale. La profondità di mercato indica la quantità di ordini che un investitore può effettuare. Infine è importante conoscere se queste caratteristiche siano variate nelle precedenti fasi di stress di mercato e se l’ETF sia rimasto sempre negoziabile anche nei periodi di forti vendite/acquisti.

Le domande da porsi:

  • Quali sono gli AuM del fondo?
  • Qual è lo spread denaro/lettera (bid/ask)?
  • Qual è la profondità del book?

 

Selezione dell’emittente

Due ETF sul medesimo indice, ma di diversi emittenti, non sono la stessa scelta. Oltre ai vari aspetti citati, bisogna considerare anche l’emittente stesso. L’esperienza nell’industria, la quota

di mercato e le dimensioni del business possono influire su elementi quali la capacità di replicare gli indici, il supporto fornito agli investitori, la scelta dei market maker e la conseguente liquidità del prodotto. È importante, inoltre, che le informazioni e la documentazione fornite siano chiare ed esaustive, nonché facilmente reperibili sui siti degli emittenti.

Le domande da porsi:

  • Quando è stato emesso il fondo?
  • Quando ha iniziato l’operatività l’emittente? E qual è la sua quota di mercato?
  • L’emittente sceglie indici conosciuti o personalizzati?
  • Il materiale informativo è chiaro e facilmente reperibile?

Nella Seconda parte di “Come scegliere un ETF” ci concentreremo su altri criteri quali: Prestito titoli, Costi totali, Rendimenti, Tassazione, Domicilio/Quotazione.


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