Equity Protection

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Avatar di Mauro Camelia 23 Maggio 2008 | 08:59
Gli equity protection rappresentano la tipologia di investment certificates quotati sul SeDex di Borsa Italiana dalle caratteristiche più lineari, utilizzabili con estrema flessibilità nella gestione di portafoglio.
Gli equity protection consentono di partecipare alla performance positiva (long) o negativa (short) del sottostante, con la garanzia della restituzione (totale o parziale) del valore nominale del certificato alla data di scadenza.

L’acquisto degli equity protection espone pertanto l’investitore a un rischio minore rispetto all’investimento diretto nell’attività sottostante. Gli elementi caratterizzanti gli equity protection possono sintetizzarsi nei seguenti:

strike, indica il livello del sottostante a partire dal quale si attiva la partecipazione al rialzo (long) o al ribasso (short);
floor o livello di protezione, evidenzia l’importo minimo rimborsato all’investitore, indipendentemente dal livello del sottostante, alla data di scadenza;
tasso di partecipazione, indica in quale misura l’investitore partecipa all’evoluzione positiva/negativa del sottostante.

Attualmente sono quotati sul SeDex equity protection sui principali indici e titoli azionari italiani ed esteri (con/senza copertura del rischio di cambio) e, in misura minore, su commodities. Per valutare i profili di rendimento atteso degli investment certificates è necessario analizzarne la relativa struttura finanziaria: un equity protection long, ad esempio, può costruirsi combinando l’acquisto di un titolo zero coupon e di un’opzione call europea sull’attività sottostante. Il titolo zero coupon assicura il rimborso del floor alla data di scadenza mentre l’opzione call determina il tasso di partecipazione all’andamento positivo del sottostante. 


 
Gli equity protection possono essere utilizzati in maniera sistematica nel processo di investimento: la selezione del certificato più appropriato deve essere effettuata tenendo conto soprattutto del profilo di rischio dei portafogli di partenza oltre che della prevedibile evoluzione dei mercati finanziari. Al fine di illustrare le possibili modalità di impiego degli equity protection nella gestione di portafoglio, sono stati analizzati due portafogli, investiti in etf, le cui composizioni sono riportate in tabella 1.

Accanto ai portafogli base, sono stati considerati due equity protection aventi le seguenti caratteristiche: equity protection long: sottostante Dj Euro Stoxx 50, emittente Banca Imi, scadenza 18/12/2009, strike 4245,99, protezione 100%, partecipazione 60%; equity protection short: sottostante Dj Euro Stoxx 50, emittente Abaxbank, scadenza 15/12/2009, strike 4118,54, protezione 100%, partecipazione 75%. La tabella 1 evidenzia le performance, relative al periodo 30 giugno 2007 – 31 marzo 2008, dei portafogli investiti in Etf e di tre distinte strategie gestionali che prevedono l’utilizzo congiunto di Etf ed equity protection long/short, che rispondono alle seguenti finalità: riduzione del rischio, copertura del rischio, diversificazione a rischio controllato.

Gli esempi esaminati dimostrano chiaramente come un efficiente utilizzo degli equity protection possa contribuire, a costi contenuti, ad ottimizzare il profilo di rischio – rendimento di portafogli investiti in asset class tradizionali.

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