Consulenti, quando l’etf diventa virale

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di Antonio Potenza 4 Marzo 2021 | 11:30

VanEck lancia oggi a WallStreet un nuovo Etf sui titoli “virali”, ovvero tra i più citati nelle conversazioni sui social media (Reddit, Facebook, Twitter, ecc.). La novità dell’indice, oltre all’innovazione tecnologica, è l’azione da parte dell’algoritmo dell’indice Buzz su 75 società selezionate. L’analisi prenderà in esame più di 15 milioni di contenuti social al mese per estrapolare, alla fine, le azioni preferite dai piccoli investitori.

La tesi di VanEck è che le quote “virali” abbiano una maggior performance rispetto a quelle meno citae sui social network. A sostegno, i numeri: l’indice Buzz nel 2020 ha segnato un +78,9%, una performance di gran lunga migliore rispoetto all’S&P 500 che ha chiuso con un +25,2%.
Anche lo Swiss Finance Institute è dello stesso avviso. In una sua recente ricerca sottolinea come ogni dolalro investito dai trader tramite la piattaforma Robinhood abbia generato un incremento di 5 dollari a Wall Strett.

E chi ne ha beneficiato maggiormente? I titoli virali, quelli più citati sui social.
Insomma, la digitalizzazione mondiale passa anche da qui e VanEck sembra non sbagliarsi.

A niente è servito il rifiuto nel 2019 dell’Etf basato sul medesimo indice, quindi. La digital wave è tornata poco meno di due anni dopo, portando anche un contributo consistente agli indici “tradizionali”. Tanto che Ford avrebbe registrato nel secondo semestre del 2020 un rialzo del 4,2% invece del 25,9% effettivamente ottenuto. Non a caso è tra i maggior indici chiacchierati; insieme a Disney, Netflix, Amazon e Tesla, creatura dell’investment-influencer-capo Elon Musk.

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