Microchip, come sfruttare il deficit di offerta con i certificati

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Avatar di Redazione 4 Maggio 2021 | 13:09

Tra i vari eventi che hanno caratterizzato il 2020 e i cui effetti stanno durando anche durante quest’anno vi è la carenza di semiconduttori a livello globale. La fortissima domanda di apparecchiature tecnologiche, in larga parte dovuta a novità come l’aumento dello smartworking e la limitata libertà di movimento, hanno provocato un vero e proprio boom nei semiconduttori. La crescita delle vendite di auto elettriche ha peggiorato la situazione, in quanto questo tipo di veicoli richiede 15 volte i microchip rispetto ai veicoli a combustibile fossile. La carenza di offerta sembra destinata a durare a lungo, specie se si considera che costruire nuovi stabilimenti produttivi richiede anni. Per alcuni settori, specie quello automotive, la situazione è particolarmente negativa: la mancanza di semiconduttori e quindi il rallentamento o la sospensione della produzione di prodotti finiti non permetterebbe di sfruttare il rimbalzo della spesa dei consumatori in questa fase di ripresa economica del post-pandemia. A peggiorare ulteriormente la situazione nel breve periodo sono stati anche avvenimenti come l’ondata di gelo in Texas e un incendio in uno stabilimento di chip in Giappone che hanno fermato i processi produttivi.

I prezzi dei chip più alti inoltre alimenta le preoccupazioni per un incremento dell’inflazione. Con una domanda che si prospetta elevata anche per i prossimi anni, specie considerando anche i prossimi sviluppi di megatrend come il 5G, le società del settore potranno beneficiare di questa situazione.

È il caso di STMicroelectronics, che nel 1° trimestre 2021 ha archiviato ricavi per 3,02 miliardi di dollari, il 35,2% in più rispetto al medesimo periodo del 2020, con un utile a 364 milioni di dollari (+89,6%). Per l’intero anno l’azienda guidata da Stefano Cao si attende un fatturato di 12,1 miliardi di dollari, il 18,4% in più rispetto a quanto registrato nel 2020. Il gruppo beneficia anche della fortissima crescita di Apple, suo principale cliente che nei primi tre mesi del 2021 ha oltrepassato ampiamente le attese di Wall Street. Tra i clienti di STM vi è anche Tesla, con la Model 3 che utilizza un modulo di alimentazione interamente prodotto in carburo di silicio, che permette al veicolo di avere una maggiore efficienza ed autonomia, minori costi e peso con una ricarica più veloce. Per STM l’uso del carburo di silicio avrà un tasso di crescita annua al 2028 del 25,5% e al momento oltre il 40% dei veicoli elettrici a batteria usa tale materiale.

STM, l’analisi tecnica

Da un punto di vista grafico, le azioni STMicroelectronics sono inserite in un’ampia fase laterale che va dalla zona dei 28,74 euro a quella dei 34,86 euro. Se i prezzi dovessero riuscire a superare la parte superiore di questa congestione si potrebbe verificare una prosecuzione della tendenza rialzista di lungo periodo. Al contrario invece, una violazione del supporto a 28,74 euro darebbe invece ai venditori lo spazio per scendere verso i 26 euro. Considerando l’approdo delle quotazioni verso la resistenza di breve periodo posta intorno ai 33,80 euro, un primo sostegno interessante a cui guardare in caso di correzioni è quello individuabile in zona 31 euro, dove passa la linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 19 marzo e 20 aprile 2021.

I certificati di Vontobel legati a STM

A cura di Vontobel Certificati

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