Osservatorio Derivati: l’Italia rappresenta il mercato più attivo

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Avatar di Redazione 8 Luglio 2008 | 15:35
Exane Derivatives, controllata del gruppo di investimento francese Exane, società specializzata in operazioni sui mercati finanziari, ha realizzato il primo “Osservatorio Derivati” dedicato al mercato italiano. Secondo i dati raccolti il Belpaese con oltre 200 miliardi di euro investiti dal 2000 al 2007 rappresenta il mercato europeo più attivo nell’emissione di prodotti strutturati.

Con oltre 200 miliardi di euro investiti dal 2000 al 2007, l’Italia rappresenta il mercato europeo più attivo nell’emissione di prodotti strutturati e derivati.

E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Exane Derivatives, controllata del gruppo di investimento francese Exane specializzato in operazioni sui mercati finanziari, che ha realizzato il primo “Osservatorio Derivati” dedicato al mercato italiano con l’intento di aggiornarlo ogni quattro mesi.

Nel dettaglio, nel periodo 2004-2007, l’Italia con un valore complessivo del mercato dei derivati di 200 miliardi, pari a 4.500 prodotti emessi (vedi grafici), rappresenta il mercato più attivo nell’emissione di prodotti derivati a livello europeo seguito da Germania (150 miliardi, con 290.000 prodotti emessi), Spagna (140 miliardi, con 2.700 prodotti emessi), Francia (105 miliardi, con 1.500 prodotti emessi), Belgio (100 miliardi, con 2.500 prodotti emessi).

Negli ultimi anni tale mercato, grazie ad un clima di bassi tassi di interesse e di inflazione, combinato con la garanzia di ottenere buoni rendimenti a fronte di rischi contenuti, è riuscito ad attirare un crescente numero di investitori anche non istituzionali.

Nel 2007 il mercato ha subìto una forte crescita sia in termini di valore, passando a 42 miliardi di euro (+46%) sia in termini di prodotti (+16%) fino a quota 1.500.

Tenendo conto delle emissioni del primo trimestre 2008, Exane Derivatives stima, per l’anno in corso, una crescita del 40% dei prodotti emessi (2.100) e del 20% del volume (51 miliardi).


Principali protagonisti di questo sviluppo sono gli istituti bancari e le assicurazioni. Nel 2007 i primi hanno emesso derivati per 32 miliardi mentre gli istituti assicurativi hanno visto calare il valore delle emissioni a 10 miliardi. Secondo Exane, questa tendenza dovrebbe rafforzarsi ancora nel 2008. In particolare, è prevista un’emissione da parte delle banche pari a 47 miliardi, con un ulteriore ridimensionamento del ruolo degli istituti assicurativi con un valore di emissioni fermo a 4 miliardi, dopo che questi ultimi sono passato sotto il rigido controllo della Consob.

Per quel che riguarda i prodotti emessi, l’Osservatorio evidenzia come questi anni siano stati segnati dal boom dell’innovazione finanziaria, dovuto alla possibilità di investire in qualsiasi mercato senza costi elevati, attraverso un investimento di ammontare contenuto e alla possibilità di poter diversificare il proprio portafoglio.

Tutto questo si è tradotto in una crescita sostenuta dei prodotti finanziari di nuova generazione come obbligazioni strutturate, certificati e polizze assicurative. In particolare, nel 2007 a fronte di un calo del numero di obbligazioni (-20% a 650) si è assistito ad una crescita moderata del numero delle polizze assicurative (+6% a 350) e ad un forte incremento del numero dei certificati (+233% a 500). Nel 2008 Exane si attende una decisa affermazione dei certificati a quota 1300 (+160%) ed una conseguente diminuzione del numero di obbligazioni (-31% a 450) e delle polizze assicurative (- 29% a 250).

Sotto il profilo della tipologia di prodotto oggi il mercato dei derivati vede una prevalenza dei prodotti che staccano cedole, i cosiddetti prodotti “Coupon” che rappresentano il 56% del mercato. Seguono i prodotti “Partecipation”, che rivalutano il capitale a scadenza, con una quota del 24% e i misti “Coupon & Partecipation” (20%).

I sottostanti più utilizzati sono indici azionari, titoli azionari, tassi di interesse e commodity. Nel corso del 2008 (vedi grafico) per Exane gli indici azionari saranno utilizzati come sottostanti per 700 prodotti, i titoli azionari per 500, i tassi di interesse per 300 e le commodity per ulteriori 300. La durata media dei prodotti si attesta fra i 3 ed i 6 anni.


L’invecchiamento demografico – afferma dice Laurent Roussel, vicedirettore della Ricerca – che impone la ricerca di un rendimento immediato, e la necessità di ri-ponderare l’investimento in azioni in un ottica di lungo periodo rendono necessaria una progressiva riallocazione del capitale, attraverso asset che presentano un profilo rischio/rendimento intermedio tra obbligazioni ed azioni”.

In conclusione per Exane i prodotti strutturati appaiono la soluzione migliore per un’asset allocation ottimale per esporsi all’andamento azionario, riducendo il rischio e ottenendo flussi cedolari, con la garanzia o la protezione del capitale a scadenza.

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