Etf: Usa e azioni dominano nella raccolta globale

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di Redazione 18 Ottobre 2021 | 13:01

Nei primi nove mesi del 2021 gli afflussi nel mercato degli ETF sono stati pari a 803 miliardi di euro, con gli Stati Uniti che hanno rappresentato quasi l’80% dei flussi complessivi, per un valore di 638,5 miliardi di euro. L’Europa ha contribuito per il 16%, con afflussi pari a 126 miliardi di euro, mentre quelli asiatici, pari a di 38,3 miliardi di euro, hanno rappresentano il 5%.E’ quanto emerge dall’analisi dei dati effettuata da Amundi, che di seguito dettaglia nello specifico questi flussi.

L’azionario è stata l’asset class più popolare, rappresentando quasi tre quarti dei flussi complessivi, per un totale di 595 miliardi di euro, sulla scia del trend osservato nei primi sei mesi dell’anno duranti i quali questa asset class aveva rappresentato circa il 75% dei flussi complessivi.

Gli investitori hanno allocato 202 miliardi di euro negli ETF a reddito fisso globali, pari a un quarto dei flussi totali, sempre in linea con il trend dei primi sei mesi del 2021. Gli investitori hanno inoltre favorito le obbligazioni governative a quelle societarie.

Azioni

Gli ETF azionari registrati in Europa hanno attirato 92,3 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno

Le tendenze osservate nei primi sei mesi dell’anno sono rimaste invariate, con gli indici mondiali che hanno continuato ad essere i più popolari in termini di afflussi, attirando 44,4 miliardi di euro, seguiti dagli indici nordamericani con 25,7 miliardi di euro. Gli investitori hanno inoltre allocato 7,9 miliardi di euro negli indici dei mercati emergenti globali. Il passaggio dagli indici azionari tradizionali a quelli con un orientamento ESG ha continuato a guadagnare terreno, con flussi per 44,1 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno. I prodotti ESG più popolari sono stati gli indici nordamericani che hanno registrato 16,5 miliardi di euro di afflussi, seguiti dagli indici mondiali con 14 miliardi di euro e dai mercati emergenti globali con 4,4 miliardi di euro. In altre parole, il 64 % dell’allocazione negli indici nordamericani dei primi nove mesi dell’anno è stata destinata ai prodotti ESG, negli indici mondiali i prodotti ESG hanno rappresentato il 31% mentre nei mercati emergenti l’ESG ha catturato il 55 % dell’allocazione totale destinata a questa regione. Se da un lato le allocazioni da inizio anno nella strategia value sono state robuste, pari a 6,7 miliardi di euro, dall’altro c’è stata un’accelerazione dei deflussi da questa categoria nel mese di settembre. Nell’ultimo mese gli investitori hanno disinvestito da questa strategia 888 milioni di euro.

Obbligazioni

Nei primi nove mesi dell’anno gli investitori hanno allocato 30,6 miliardi di euro negli ETF a reddito fisso registrati in Europa, preferendo le obbligazioni societarie rispetto al debito governativo, che hanno registrato rispettivamente 15,3 e 12 miliardi di euro di afflussi

Le allocazioni nel reddito fisso hanno continuato a delineare l’atteggiamento degli investitori nei confronti del rischio. Da un lato, gli investitori sono chiaramente preoccupati per l’aumento dei prezzi negli Stati Uniti e in Europa, favorendo il debito pubblico cinese, che ha attirato 7,7 miliardi di euro, e le obbligazioni indicizzate all’inflazione. Gli indici obbligazionari legati all’inflazione negli Stati Uniti e nell’Eurozona hanno guadagnato entrambi 2 miliardi di euro. Il debito americano a breve termine ha registrato 2,7 miliardi di euro di afflussi. Tuttavia, gli investitori hanno anche destinato 4,3 miliardi di euro e 4 miliardi di euro alle obbligazioni societarie dell’Eurozona e degli Stati Uniti, e 1,7 miliardi di euro alle obbligazioni high yield degli Stati Uniti. Gli afflussi negli indici ESG a reddito fisso sono stati pari a 14 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2021, pari al 46% dei flussi complessivi del reddito fisso. Gli investitori hanno allocato 5,4 miliardi di euro nelle obbligazioni corporate ESG degli Stati Uniti e 2, 9 miliardi di euro nelle obbligazioni corporate dell’Eurozona. Il passaggio dagli indici del reddito fisso tradizionali agli indici ESG prosegue e testimonia l’interesse degli investitori per questi prodotti anche in ambito di reddito fisso.

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