Investire sulle valute emergenti con premi mensili e protezione Plus+

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di Redazione 11 Novembre 2021 | 13:01

Societe Generale ha emesso sei nuovi Cash Collect Plus+ Certificate su valute emergenti, per permettere agli investitori di puntare sulla ripresa o stabilizzazione di queste valute rispetto all’euro, ottenendo la protezione condizionata del capitale e premi mensili con effetto memoria. Diversi i cross offerti dalla banca francese: due prodotti su euro/lira turca (EUR/TRY) ISIN XS2347841459 e XS2347815610, uno su euro/real brasiliano (EUR/BRL) ISIN XS2347815537, uno su euro/rand sud africano (EUR/ZAR) ISIN XS2347815453, uno su euro/peso messicano (EUR/MXN) ISIN XS2347815370 e uno su euro/rublo russo (EUR/RUB) ISIN XS2347815297. Vediamo allora come funzionano questi prodotti e facciamo insieme qualche ragionamento sulle diverse valute.

Premi condizionati mensili tra lo 0,4% e l’1,7% con effetto memoria e meccanismo plus+ di protezione

I Certificati Cash Collect PLUS+ pagano premi mensili compresi tra lo 0,4% e l’1,7% a condizione che il prezzo del sottostante nelle date di valutazione si trovi al di sotto o sul livello barriera che, per questa emissione, varia tra il 120 e il 150% dello strike. Nel caso in cui uno o più premi non vengano pagati, il premio non sarà perso e verrà memorizzato. Cosa significa? Che se in una delle future date di valutazione il sottostante quota ad un prezzo minore o uguale alla barriera il certificato non solo pagherà il premio del periodo, ma anche tutti i premi precedentemente non distribuiti. Non solo, il certificato vanta anche la possibilità di rimborso anticipato se, a partire dal 19 ottobre 2022, il sottostante, in una delle date di valutazione intermedie, quota pari o al di sotto della barriera di liquidazione anticipata (100% dello strike).

Alla scadenza (ottobre 2024) sono due gli scenari possibili, uno positivo e uno negativo, su quest’ultimo però interviene il meccanismo Plus+. Se alla data di valutazione finale il fixing del sottostante (il prezzo di chiusura del sottostante alla scadenza) risulta inferiore o uguale alla barriera, l’investitore riceve il 100% del valore nominale (1.000 euro a certificato), più il premio finale, più eventuali premi non pagati in precedenza grazie all’effetto memoria. In caso contrario, l’investitore incorre in una perdita del capitale investito, calcolata applicando il meccanismo PLUS+. Che cosa significa? Qualora il tasso di cambio euro/valuta emergente risulti superiore alla barriera (deprezzamento della valuta emergente nei confronti dell’euro), la perdita sul valore nominale sarà pari alla differenza tra la performance del tasso di cambio euro/valuta emergente e la barriera. Facciamo un esempio, prendiamo l’ISIN XS2347815537 su EUR/BRL con barriera al 130%. Una performance del tasso di cambio euro/valuta emergente a scadenza pari al 135% determinerà una perdita del 5% tale che il rimborso del certificato sarà pari al 95% del valore nominale (ovvero 950 euro) e non del 35% come sarebbe per un normale cash collect.

EUR/ZAR, EUR/MXN e EUR/RUB: storie simili correlate al petrolio. Premi dallo 0,4% allo 0,6% mensili

Facce simili per i grafici dei tre cross euro/rand sudafricano (EUR/ZAR), euro/peso messicano (EUR/MXN) ed euro/rublo (EUR/RUB).

Queste valute sono molto legate ai prezzi del petrolio, soprattutto EUR/MXN e EUR/RUB. Non è un caso che la forte crescita del petrolio da aprile, maggio dello scorso anno ha portato con sé ad una rivalutazione delle valute di questi paesi emergenti. Economie che ottengono buoni risultati quando i prezzi del petrolio aumentano, e questo si trasferisce anche sulle valute nazionali poiché significa maggiore domanda. È quello che si sta verificando, eppure sembra esserci una certa divergenza tra andamento del petrolio e di queste valute emergenti. Mentre il prezzo del petrolio è balzato YTD del 74%, l’EUR/MXN ha recuperato solo il 2% sull’euro, l’EUR/RUB il 9% e l’EUR/ZAR circa il 2%. Per chi ritiene che le tre valute emergenti siano destinate a recuperare terreno sull’euro da qui a 3 anni o a rimanere più o meno su questi livelli, appare interessante l’investimento nei Cash Collect Plus+ di Societe Generale. I tre prodotti presentano premi condizionati mensili compresi tra lo 0,4 e lo 0,6% e barriere al 120%.

Sotto i grafici dei tre cross con i livelli di strike (in blu) e di barriera (in rosso).

Cominciamo dal grafico dell’EUR/ZAR, il cui certificato che ha strike a 16,9282 e barriera a 20,3138, il premio mensile è 0,6%.


A seguire il grafico del cross EUR/MXN, il cui certificato che ha strike a 23,5836 e barriera a 28,3003, il premio mensile è 0,4%.


Infine, il grafico del cross EUR/RUB, il cui certificato che ha strike a 82,6733 e barriera a 99,2080, il premio mensile è 0,4%.

EUR/BRL: premio dello 0,8% mensile e barriera al 130%

Più contenuta e graduale la svalutazione del real brasiliano sull’euro negli ultimi anni. Anzi, da inizio anno il real brasiliano si è anche rivalutato circa del 3% sull’euro. Recentissima la notizia che la banca centrale del Brasile ha alzato il suo tasso di interesse di riferimento di 150 punti base, al 7,75%, il maggiore aumento dal 2002 e con molta probabilità a dicembre ci sarà un ulteriore aumento. L’incremento, in linea con le aspettative degli analisti, è il sesto consecutivo per la più grande economia dell’America Latina, la cui ripresa dalla pandemia sta subendo un colpo a causa dell’impennata dei prezzi.

Secondo diversi esperti la banca centrale sarà costretta ad essere ancora più restrittiva sul tasso per riuscire a contrastare l’inflazione crescente, e questo potrebbe mitigare la svalutazione della moneta. Per chi volesse investire sull’EUR/BRL puntando ad una tenuta o graduale ripresa del real brasiliano, il certificato ISIN XS2347815537 potrebbe fare al caso suo. Il prodotto paga premi mensili dello 0,8%, condizionati alla tenuta della barriera (130%), con effetto memoria. Lo strike del prodotto è a 6,4648.

EUR/TRY: premi del 1,1 e 1,7% mensile e barriere fino al 150%

Periodo difficile per l’euro/lira turca (EUR/TRY) e più in generale per l’economia turca. Due settimane fa la valuta si è deprezzata ulteriormente a causa dell’inatteso taglio di 200 punti base del tasso d’interesse di riferimento da parte della Banca centrale, nonostante l’accelerazione dell’inflazione. Il carovita è oggi vicino al 20%, ben al di sopra del target ufficiale del 5%. Da inizio anno il cross ha guadagnato circa il 22%, che ovviamente equivale ad una svalutazione importante della lira turca.

Non aiutano il cross anche le tensioni diplomatiche. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha, infatti, ordinato che dieci ambasciatori occidentali, inclusi quelli di Stati Uniti, Germania e Francia, vengano dichiarati “persone non gradite”, evento che dovrebbe implicare l’espulsione dal Paese. La decisione è stata presa dopo che gli ambasciatori avevano firmato un appello per il rilascio di Osman Kavala, in carcere dal 2017.

Per chi ritenesse però che euro/lira turca potrebbe assestarsi su questi livelli o che la lira turca possa ora recuperare terreno sull’euro, i due certificati proposti da Societe Generale possono rappresentare un’ottima opportunità per investire sul cross con una maggiore resilienza alle fluttuazioni di mercato. I due prodotti ISIN XS2347841459 e XS2347815610 hanno rispettivamente premi del 1,7% mensili e 1,1% mensili condizionati alla tenuta delle rispettive barriere pari al 130 e 150% (vedi tabella in alto). Lo strike è lo stesso per entrambi i prodotti a 10,8550.

Articolo redazionale a cura di Michele Fanigliulo (Intermonte Sim -Societe Generale)

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