Certificati, ecco come si può sfruttare il risiko bancario in Italia

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di Redazione 22 Febbraio 2022 | 09:43

Da qualche mese il settore bancario è sotto i riflettori. In linea generale, il motivo principale che sta sostenendo il comparto a livello globale è relativo alle prospettive di rialzo dei tassi da parte di Fed e BCE. Guardando all’Eurozona, un’analisi di S&P Global Ratings evidenzia come un aumento dei tassi di 100 punti base porterebbe un aumento di 18-26 miliardi di euro del reddito da interessi annuo del comparto bancario.

In termini percentuali, si parla di incrementi nella forchetta compresa tra il 7%-10%. Sebbene questo fattore non possa essere considerato come la soluzione di redditività per gli istituti di credito, è sicuramente un elemento positivo in un contesto in cui durante la pandemia gli assetti delle banche si sono dimostrati solidi. Gli effetti del Covid-19 non sono stati così disastrosi come si pensava, con i grandi accantonamenti per le perdite su crediti che sono serviti in piccola parte. Facendo un focus ulteriore e guardando all’Italia, gli esperti di Scope Ratings sottolineano come nel 2021 i rendimenti sul capitale degli istituti di credito abbiano raggiunto i livelli più alti degli ultimi anni, in alcuni casi oltre il 10%. Inoltre, gli analisti mettono in luce anche che non si sono verificati gli effetti negativi della revoca delle misure di sostegno.

Un altro elemento che potrebbe rafforzare il settore bancario italiano è quello relativo alle operazioni di M&A. In tal senso, la protagonista potrebbe essere UniCredit. Nelle scorse settimane infatti, diversi rumors vedevano l’istituto guidato da Andrea Orcel come possibile acquirente di Banco BPM. Se un’operazione del genere dovesse avere luogo, gli analisti ritengono che verrebbe creato il secondo gruppo bancario italiano, con un rendimento del 13,4%, con possibili dividendi da 2,2 miliardi di euro e con buyback per 3 miliardi di euro al 2024. Per gli azionisti il premio di acquisizione e le sinergie equivalenti potrebbero essere pari al 30%, con costi di integrazione di 2 miliardi di euro. Il possibile progetto attualmente sarebbe comunque in stand-by e, sempre stando ai rumors, l’operazione prevedeva un acquisto “carta contro carta” con un prezzo di 4,5 euro per le azioni di Banco BPM.

Intanto, nel 2021 UniCredit ha registrato ricavi a 18 miliardi di euro e utile netto sottostante a 3,9 miliardi di euro, tre volte al di sopra rispetto a quello del 2020.

I certificati di Vontobel per sfruttare lo scenario

A cura di Vontobel Certificati

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