Etf, da Invesco due nuovi strumenti strutturati sulla Cina

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di Redazione 10 Maggio 2022 | 10:23

Invesco ha ampliato l’offerta per gli investitori a un’esposizione alla Cina, lanciando due ETF, uno incentrato sulle società più grandi e l’altro sul segmento mid-cap. L’Invesco S&P China A 300 Swap UCITS ETF e l’Invesco S&P China A MidCap 500 Swap UCITS ETF offrono entrambi i potenziali vantaggi strutturali forniti dal modello di replica sintetica dell’azienda.


Fabrizio Arusa, Senior Relationship Manager ed ETF Specialist di Invesco, ha dichiarato: “La Cina vanta già il secondo mercato azionario più grande del mondo, ed è sempre più diversificato. I nostri ETF mirano ad offrire agli investitori l’opportunità di essere ancora più precisi nella loro esposizione. Per esempio, se desiderano concentrarsi su aziende la cui crescita è guidata dai consumi interni, è più probabile che trovino questo tipo di opportunità nel segmento MidCap, mentre le aziende più grandi tendono ad avere un’esposizione internazionale”.

L’Invesco S&P China A 300 Swap UCITS ETF mira a replicare la performance di un indice S&P che comprende 300 dei più grandi titoli del mercato A-shares, mentre l’Invesco S&P China A MidCap 500 Swap UCITS ETF replica un indice composto dai 500 titoli più grandi sul mercato. Entrambi gli indici si concentrano solo sulle azioni di società costituite nella Cina continentale e scambiate in Renminbi sulle borse di Shanghai e Shenzhen. A differenza di alcuni benchmark concorrenti, entrambi gli indici rimuovono le società dell’Office of Foreign Assets Control (“OFAC”) Sanctions List.

Ogni ETF mira a raggiungere il suo obiettivo d’investimento detenendo un paniere di titoli di qualità e impegnandosi in contratti swap con una o più banche d’investimento. I titoli non sono tipicamente gli stessi dell’indice, ma ci si aspetta che forniscano un rendimento dell’investimento per l’ETF. Gli swap hanno normalmente lo scopo di fornire un tracking più stretto e coerente del rendimento dell’indice.

“La dinamica del mercato azionario onshore cinese – prosegue Arusa – può offrire un vantaggio strutturale per la replica sintetica. I Quant desk e gli hedge fund che gestiscono strategie market-neutral non hanno accesso ai metodi tradizionali per la copertura del rischio di mercato, quindi spesso usano derivati su indici scritti dalle banche. I nostri ETF potrebbero beneficiare di condizioni favorevoli sui mercati degli swap, anche se la potenziale sovraperformance dell’indice fluttua e non è garantita. Siamo molto lieti che Invesco abbia dato in licenza l’indice S&P China A 300 e l’indice S&P China A MidCap 500 per i suoi nuovi fondi negoziati in borsa. Siamo orgogliosi di offrire indici indipendenti e trasparenti agli investitori alla ricerca di esposizioni mirate alle azioni cinesi onshore. Le A-shares stanno diventando sempre più importanti per gli investitori internazionali, e questi indici sono stati progettati per intercettare questo importante segmento di mercato”.

I due nuovi ETF seguono i lanci dello scorso anno dell’Invesco China All Shares Stock Connect UCITS ETF e dell’Invesco China Technology All Shares Stock Connect UCITS ETF.

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