Certificati: segnali incoraggianti dalle trimestrali del settore retail Usa

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di Redazione 23 Agosto 2022 | 10:31

Di recente, le grandi catene di negozi al dettaglio in USA hanno pubblicato i risultati del 2° trimestre. Walmart ha registrato EPS a 1,77 dollari e ricavi a 152,86 miliardi di dollari, sorprendendo le stime degli analisti censiti da Refinitiv che si attendevano rispettivamente 1,62 dollari e 150,81 miliardi di dollari. La società ha evidenziato come l’inflazione sta portando i consumatori USA con un budget limitato ad acquistare beni con minori quantità e peggiore qualità. Il gruppo ha inoltre migliorato l’outlook fornito in precedenza, stimando utili per azione in calo per l’intero anno tra il 9% e l’11%.

Se Walmart è riuscita a stupire gli analisti, Target ha decisamente deluso le previsioni sugli utili. Nello specifico, il fatturato è si è trovato in linea con le previsioni a 26,04 miliardi di dollari, mentre gli EPS si sono attestati a 0,39 dollari (stime a 0,72 dollari). Il CFO del gruppo, Michael Fiddelke, si è mostrato ottimista, evidenziando come la pressione sui profitti sia stata provocata dalle mosse aziendali per cercare di smaltire l’eccesso di scorte.

Tuttavia, l’inventario si mantiene elevato, con 15,32 miliardi di dollari sui 15,08 miliardi di fine 1° trimestre (maggiore per l’impatto dell’inflazione e del ricevimento anticipato di alcune merci per prepararsi al periodo di vacanze). In questo contesto tuttavia, le vendite comparabili e il traffico hanno registrato un incremento. Nonostante i dati sotto il consensus, il gruppo ha mantenuto la guidance per l’intero anno. Questa indicazione potrebbe segnalare come il colosso del commercio al dettaglio si aspetti un miglioramento del quadro economico.

A luglio l’inflazione statunitense ha dato un segnale di rallentamento attestandosi all’8,5%, in calo rispetto al 9,1% di giugno. Secondo le previsioni di Bloomberg, il PIL reale del Paese dovrebbe attestarsi all’1,7% nel 2022, all’1,2% nel 2023 e all’1,8% nel 2024. L’indice dei prezzi al consumo è invece previsto in calo al 3,7% nel 2023 e al 2,4% nel 2024.

Inoltre, le probabilità di una recessione sono al 50% per gli esperti.

Facendo un focus su Walmart, principale catena di negozi al dettaglio in USA, si nota come le precedenti recessioni non abbiano compromesso in maniera rilevante né gli utili né i ricavi.

Oltre a ciò, Bloomberg stima che nel 2024 gli EPS torneranno a segnare massimi storici. Dei 42 analisti che seguono il titolo, 32 hanno un giudizio “buy” e 10 “hold”, con un prezzo obiettivo a 12 mesi a 151,73 dollari (oltre il 9% in più rispetto alle quotazioni attuali).

I certificati di Vontobel sui retailer Usa e sull’S&P 500

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