Etf: Da VanEck due ETF: sull’industria aerospaziale e sull’alimentazione sostenibile

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di Redazione 7 Settembre 2022 | 11:31

La società di gestione VanEck ha quotato oggi su Borsa Italiana due nuovi ETF: il VanEck Space Innovators UCITS ETF (JEDI) e il VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF (VEGI). Attraverso questi ETF gli investitori potranno acquisire esposizione su alcune delle società più grandi e liquide dell’industria aerospaziale internazionale e su una selezione di società alimentari innovative a livello globale, contribuendo così a una produzione più sostenibile.

Jedi, investimento in cinque temi spaziali futuri

Il VanEck Space Innovators UCITS ETF (JEDI) investe in una selezione globale delle più grandi società che stanno contribuendo a plasmare la nuova era dei viaggi spaziali in settori come le attrezzature satellitari, le comunicazioni, la ricerca e il turismo spaziale. Con il suo approccio pure-play, l’ETF investe solo in società che hanno il potenziale di generare almeno il 50% dei propri ricavi da attività legate al settore aerospaziale.

In questo contesto, l’ETF è particolarmente concentrato su cinque ambiti:

  1. Razzi riutilizzabili: una tendenza che sta rivoluzionando l’industria aerospaziale, riducendo i costi di accesso e quelli relativi al lancio dei satelliti.
  2. Satelliti a basso costo: una nuova generazione di società che producono satelliti a bassa orbita sta sfidando i produttori di satelliti tradizionali. Con l’introduzione della banda larga 5G e lo sviluppo del metaverso, questi nuovi satelliti offrono una capacità di dati sempre più necessaria.
  3. Turismo spaziale: i futuri passeggeri spaziali hanno già pagato milioni di dollari per viaggiare nello spazio. Anche se i biglietti sono molto costosi, il turismo spaziale è solo all’inizio.
  4. Ricerca sul clima: i satelliti sono diventati una parte indispensabile della ricerca sul clima. Monitorano aspetti come lo stato degli oceani, le temperature globali o il livello del mare.
  5. Monitoraggio dei gas a effetto serra: nuovi gruppi di satelliti stanno aiutando a monitorare e persino a combattere il cambiamento climatico. Possono tracciare le emissioni di metano e anidride carbonica, prevedere il corso degli incendi boschivi e rilevare il disboscamento illegale in regioni remote.

Il VanEck Space Innovators UCITS ETF mira a replicare l’andamento del MVIS® Global Space Industry ESG Index. Questo ETF ha un Total Expense Ratio dello 0,55% annuale ed è a replica fisica. Adottando un proprio filtro ESG, l’ETF esclude specificamente società controverse e i produttori di armi controverse, incluse quelle biologiche e chimiche, munizioni a grappolo e mine antiuomo.

“È iniziata una nuova era”, ha affermato Martijn Rozemuller, CEO di VanEck Europe. “Negli ultimi anni, le tecnologie aerospaziali hanno fatto passi da gigante e i costi per lanciare razzi e satelliti sono scesi significativamente. Se in passato il settore era principalmente guidato dai governi, ora un gran numero di società private si dedica a queste tecnologie, rendendo molto più facile ed economico raggiungere lo spazio e aprendo campi di attività completamente nuovi”.

Settori come quello dei razzi riutilizzabili e di satelliti più piccoli e meno costosi offrono nuove opportunità per società e investitori con il diminuire dei costi, in un momento in cui la domanda di servizi Internet basati sui satelliti sta crescendo e nuove offerte come il turismo spaziale si stanno affermando. Di conseguenza, il settore spaziale potrebbe svilupparsi dal livello attuale di circa 350 miliardi di dollari Usa in un’industria da mille miliardi di dollari entro il 2040.

Vegi, alimentazione sostenibile e agricoltura di precisione

Il VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF (VEGI) è classificato come articolo 9 Sfdr e replica l’indice MVIS® Global Future of Food ESG. Questo indice rispetta criteri ESG ed è concepito con un approccio pure-play, includendo quindi solo le società che realizzano almeno il 50% del proprio fatturato nel settore alimentare o con tecnologie agricole innovative. In aggiunta, sono incluse anche società che producono alimenti biologici e quelle che adottano elevati standard in termini di spreco e sicurezza alimentare o impatto ambientale. Le opportunità di investimento sono offerte soprattutto dalle proteine alternative, dai nuovi tipi di prodotti caseari e dalle tecnologie utilizzate per produrre questi alimenti. Nella selezione delle singole società, l’ETF si concentra sulle seguenti aree:

  1. Tecnologia alimentare: la tecnologia è la chiave per ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura. La cosiddetta “carne dalle piante”, per esempio, consuma meno energia, usa meno terra e acqua rispetto all’allevamento di bestiame e riduce significativamente le emissioni di gas nocivi. In base alle stime del 2018 dell’organizzazione non governativa GRAIN e dell’Institute for Agriculture and Trade Policy, le cinque grandi multinazionali JBS, Tyson, Cargill, Dairy Farmers of America e Fonterra producono in un anno complessivamente più emissioni di grandi compagnie petrolifere come Exxon, Shell o BP. I 20 principali produttori di carne e latticini sono responsabili di più emissioni di gas serra rispetto a paesi come Germania o Francia.
  2. Agricoltura di precisione: le esigenze di superficie coltivabile dell’agricoltura tradizionale sono troppo importanti per essere sostenibili in futuro. Le soluzioni possono essere trovate attraverso l’automazione, la sofisticata analisi dei big data relativamente alle condizioni meteorologiche e del suolo, nonché metodi di coltivazione più efficienti.
  3. Sostenibilità agricola: per la produzione di fertilizzanti azotati sono necessari i combustibili fossili, mentre altri prodotti chimici agricoli possono essere cancerogeni. Le alternative in questo campo includono fertilizzanti prodotti con idrogeno verde ed energia rinnovabile, in combinazione con una coltivazione biologica degli alimenti.

“La produzione di cibo, specialmente di carne, danneggia sia l’ambiente sia la salute a causa di fertilizzanti, diserbanti e altri additivi artificiali utilizzati nei mangimi per il bestiame, ormoni usati nell’allevamento degli animali da macello, deforestazione per fare spazio alle coltivazioni, inquinamento atmosferico dovuto ai lunghi percorsi effettuati per il trasporto e alle emissioni di metano delle grandi aziende agricole”, spiega Martijn Rozemuller, CEO di VanEck Europe.

Con il nuovo ETF gli investitori investono in circa 35 società che si stanno preparando in anticipo sui tempi per la trasformazione dell’industria alimentare. “Per sua stessa natura, la trasformazione della produzione alimentare è necessaria per risolvere le sfide e le domande del nostro sistema globale alimentare”, dice Dominik Schmaus, Product Manager di VanEck.

In qualità di fondo classificato come articolo 9 della Sfdr, l’ETF è gestito secondo rigorosi criteri “verdi” che includono la misurazione dell’impatto ambientale. Il VanEck Sustainable Future of Food UCITS ETF ha un Total Expense Ratio dello 0,45% annuale ed è a replica fisica.

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