Etf su Russia e materie prime nell’occhio del ciclone

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Avatar di Andrea Zona 18 Settembre 2008 | 11:00
Ancora una giornata di passione per i mercati internazionali. La debolezza delle materie prime incide pesantemente sull’andamento degli Etf che investono in Russia. La conferma arriva dagli Etf che investono in Brasile, altro Paese molto legato all’andamento delle materie prime. Bene gli Etf sugli USA che hanno beneficiato della chiusura positiva di Wall Street di martedì. Tra le commodities l’oro vola, il caffé rimbalza.

La seduta del 17 settembre si è chiusa positivamente solo per gli Etf che shortano gli indici settoriali e che investono in USA.

Il migliore Etf è stato il DB X-T. DJ Stoxx 600 Banks Short (+4,46%). L’Etf della casa tedesca Deutsche Bank ha una commissione di gestione annua dello 0,65% e shorta i titoli europei a maggiore capitalizzazione del settore bancario.

Tra gli Etf che shortano gli indici settoriali buone performance anche per il DB X-T. DJ Stoxx 600 Technology Short (+2,78%), per il DB X-T. DJ Euro Stoxx 50 Short Index (+2,82%) e per lo Sgam ETF XBear S&P/MIB (+2,04%).

Bene anche gli Etf che investono in USA con il Lyxor Etf Rafi US 1000 (+3,39%), con il DB X-T. MSCI USA TRN Index (+1,65%) e con l’ iShares MSCI North America (+1,1%).

Male tutti gli altri con gli Etf sulle materie prime tra i peggiori, coinvolgendo nella discesa anche gli Etf su Russia e Brasile. L’iShares DJ STOXX 600 Basic Resources Swap (-8,72%) è stato il peggiore di giornata seguito dal DB X-T. DJ Stoxx 600 Basic Resources (-7,69%), dal DB X-T. MSCI Russia Capped Index (-7,68%), dal MA DaxGlobal Russia (-6,02%), dal DB X-T. MSCI Brazil (-4,3%) e dall’iShares MSCI Brazil (-4,21%).

In particolare la Russia dove l’indice della Borsa ieri è sceso dell’11%, perdendo il 57% rispetto al 19 Maggio. Ieri una nuova sospensione delle contrattazioni quando l’indice già perdeva il 6%. I livelli raggiunti oggi dal listino russo hanno precedenti solo nel periodo del default del 1998. Rispetto al 1998 però i dati macroeconomici sono ben differenti con il prezzo del petrolio a livelli molto più alti rispetto ai $20 al barile del 1998, con il deficit pubblico (8%) molto più basso rispetto al 1998 quando era al 60%. In definitiva, le ragioni del crollo della borsa russa non sono da ricercare nei livelli dei dati macroeconomici ma probabilmente nella crisi di liquidità che sta colpendo tutto il mondo.

Sul fronte degli Exchange Traded Commodities (ETC), rimbalzo per il caffè ancora rialzi per i metalli preziosi.

Il migliore è stato l’Etfs Coffee (+8,42%) ma sono gli Etc sui metalli preziosi a brillare con l’oro che chiude con performance che vanno dal +4,18% dell’Etfs Physical Gold al 6,87% del Lyxor Gold Bullion. La decisione della Fed di salvare [s]AIG[/s] ha creato delle condizioni ottimali per i beni rifugio come l´oro. Il metallo ha segnato il rialzo più grande degli ultimi 26 anni. La “creazione” di $85 miliardi, per rilevare l´80% della società assicurativa non può che essere un segnale di inflazione in arrivo per il mercato USA.

Bene anche gli altri metalli preziosi. In particolare l’Etfs Physical Silver chiude a +3,13%. L’argento ieri ha segnato il rialzo più grande dal 1979, confondendo gli analisti che prevedono la fine del mercato toro per le commodity.

Male tutti gli altri con gli agricoli in particolare difficoltà a causa del minore volume di scambi rispetto alle altre commodities. Si è parlato di liquidazione di posizioni future fuori mercato da parte di AIG che ha inciso sull’andamento degli Etfs sugli agricoli. Secondo alcuni, la crisi finanziaria porterà un maggior flusso di denaro verso le commodities e gli agricoli potrebbero essere i primi a beneficiarne.

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