Certificati: da Intermonte e Barclays due nuovi All Coupon Cash Collect

Puntare sulle eccellenze italiane attraverso uno strumento finanziario in grado di coniugare l’esigenza di protezione dell’investitore dalla volatilità con quella di massimizzare la performance in uno scenario rialzista: questo l’obiettivo della collaborazione tra Intermonte e Barclays, da cui nasce la nuova gamma di certificati All Coupon Cash Collect, ideati da Intermonte ed emessi dal colosso bancario britannico.

L’innovativa struttura di questi certificati vuole combinare in un’unica soluzione la caratteristica tipica dei Cash Collect, cioè quella di estrarre rendimento anche da mercati laterali o ribassisti grazie ai premi “con memoria”, con il meccanismo All Coupon che, garantendo il pagamento di tutti i premi futuri nell’eventualità di autocall, riesce a generare un’ottima performance anche in caso di uptrend. Uno strumento che ben si sposa con lo scenario attuale, dove, nonostante una certa dose di volatilità attesa nel breve e medio termine, gli analisti conservano comunque una view positiva sui mercati e dove una strategia di equity substitution potrebbe essere la soluzione ideale per quegli investitori che, dopo aver performato molto bene con il rally del 2023, volessero ottenere rendimenti senza rischiare di rimanere in balia delle fluttuazioni di breve termine.

I certificati in dettaglio e il meccanismo All Coupon

Entrambi i certificati ideati da Intermonte sono quotati a sconto sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana, hanno una durata complessiva di 3 anni e, come tutti i certificati, sono prezzati continuamente, quindi acquistabili o vendibili in qualunque momento.

  • Il primo certificato (ISIN XS2751790945) ha per sottostanti tre istituti bancari italiani, Banco BPM, BPER Banca e UniCredit, e paga un rendimento mensile dello 0,95%, pari ad un rendimento annuo dell’11,4%. La scelta del comparto bancario è facilmente comprensibile: nonostante gli utili straordinari registrati lo scorso anno, il contesto resta favorevole per le banche, che oggi vantano situazioni patrimoniali ottimali, un costo del rischio estremamente ridotto e sono destinate a mantenere una buona marginalità, soprattutto alla luce del fatto che i mercati oggi prezzano solo 2/3 tagli dei tassi da 25 punti base l’uno da parte delle banche centrali da qui alla fine dell’anno.
  • Il secondo certificato (ISIN XS2751790861) ha per sottostanti quattro dei maggiori titoli italiani in termini di capitalizzazione, Banco BPM, Ferrari, Stellantis e STM, tutte società con ottimi fondamentali e ben posizionate per cavalcare trend di lungo periodo. In questo caso, il certificato paga l’1% su base mensile, pari ad un rendimento annuo del 12%.

La struttura Cash Collect dei due certificati permette di investire su attività finanziarie sottostanti (le azioni delle blue chip italiane menzionate, appunto) pagando un premio mensile se il sottostante non scende al di sotto del livello “barriera” (60% in entrambi i casi) nelle date di osservazione; i premi sono “con memoria”, quindi se non pagati possono essere recuperati alla successiva data di osservazione. A scadenza, invece, entrambi i certificati rimborseranno il 100% del valore nominale solo se il peggior performer del basket sottostante si troverà al di sopra del livello “barriera” (anche qui 60%), altrimenti sarà pagata la differenza tra il valore nominale e quello del peggior performer. Grazie al meccanismo All Coupon, invece, in caso di rimborso anticipato da parte dell’emittente verrà pagato non soltanto il premio relativo alla data di osservazione attuale, ma anche tutti i premi futuri e quelli eventualmente non corrisposti, da recuperare. Per entrambi i certificati il rimborso anticipato è automatico con trigger al 100% ed è possibile solo in due date di osservazione: 14 aprile 2025 e 13 aprile 2026. Proprio nell’eventualità di autocall entra in gioco il valore aggiunto del meccanismo All Coupon: il primo certificato pagherà il 22,80% in caso di richiamo alla fine del primo anno e l’11,4% alla fine del secondo, più eventuali premi non versati; lo stesso vale per il secondo certificato, che pagherà il 24% nel caso di richiamo alla fine del primo anno e il 12% alla fine del secondo, più eventuali premi non versati.

«Per i mercati sarà difficile replicare un rally come quello a cui abbiamo assistito alla fine del 2023, ma il sentiment sull’equity resta comunque positivo e i certificati rappresentano un’ottima alternativa per investire in questo comparto, soprattutto se alla protezione dalla volatilità degli strumenti Cash Collect si aggiunge il meccanismo All Coupon. Con un eventuale rialzo degli indici, infatti, i titoli del basket si dovrebbero trovare sopra strike alla data di osservazione e il rimborso anticipato dello strumento genererebbe un rendimento multiplo rispetto al normale Cash Collect, massimizzando la performance ma al tempo stesso fornendo protezione dai rischi a cui ci si espone con l’investimento in single stocks», ha dichiarato Michele Fanigliulo, Responsabile Soluzioni d’Investimento di Intermonte.

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