SeDeX, settembre boom di cw, S&P/MIB e Societe Generale

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di Redazione 16 Ottobre 2008 | 14:30
A settembre sul SeDeX sono stati chiusi 268.907 contratti, registrando una forte crescita, + 36% rispetto al mese precedente. Tra i prodotti, boom dei covered warrant plain vanilla, tra i sottostanti tornano al primo posto gli indici italiani con lo S&P/MIB, mentre tra gli emittenti Societe Generale raddoppia il numero dei contratti e si conferma leader indiscusso da maggio.

A settembre il numero dei contratti registrati nel mercato dei SeDeX ha evidenziato una crescita del 36% rispetto al mese precedente. In particolare si è balzati dai 171.642 contratti chiusi ad agosto per un valore totale di 1,55 miliardi di euro, agli attuali 268.907 per un controvalore di 1,69 miliardi.

A guidare la classifica dei prodotti più contrattati si sono piazzati ancora una volta al primo posto i covered warrant plain vanilla con 230.717 contratti, per un controvalore di 837 milioni seguiti dai leverage certificates che, con 20.538 per un controvalore di 127 milioni, hanno scavalcato gli investment certificates classe B che ne hanno chiusi 11.165 per un controvalore pari a 578 milioni.

Tra i sottostanti, i più utilizzati sono stati gli indici italiani che hanno superato con 125.950 contratti, le azioni italiane con 101.344 e gli indici esteri con 20.666.

Mentre per quanto riguarda i primi 10 sottostanti in ordine di contratti scambiati (vedi tabella a destra) sul gradino più alto del podio si è confermato ancora una volta l’indice S&P/MIB, seguito da Fiat e dal titolo di UniCredit che ha scavalcato Eni.

Tra gli emittenti si è confermata Societe Generale, leader oramai da maggio, che ha raddoppiato i contratti, toccando quota 129.096 per un controvalore di 353 milioni di euro, davanti a Banca IMI con 37.513 contratti e un controvalore di 233 milioni e UniCredit che, con 26.209 contratti per un controvalore di 283 milioni, ha rubato ancora la medaglia di bronzo a Deutsche Bank, bloccata a quota 26.081.

Sul fronte, invece, dei primi 10 sottostanti in ordine di controvalore scambiato (vedi tabella sotto), la medaglia d’oro è andata all’indice S&P/MIB che ha scalzato Eni seguita da Intesa Sanpaolo.

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