SeDeX, anche a novembre volumi e contratti in calo

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di Redazione 22 Dicembre 2008 | 09:15
A novembre sul SeDeX sono stati chiusi 166.897 contratti, registrando un calo del 18% rispetto al mese precedente e anche il volume d’affari è sceso del 14%. Tra i prodotti, rimangono saldi al primo posto i covered warrant plain vanilla, tra i sottostanti si confermano gli indici italiani con lo S&P/MIB, mentre tra gli emittenti consolidano la propria posizione UniCredit e Deutsche Bank.

Dopo ottobre anche a novembre il numero dei contratti registrati nel mercato dei SeDeX di Borsa Italiana ha evidenziato un calo. In particolare si è scesi dai 202.534 contratti chiusi a ottobre per un valore totale di 988 milioni di euro, agli attuali 166.897 per un controvalore di 845 milioni, che evidenziano un calo nel volume d’affari rispetto a ottobre del 14%.

A guidare la classifica dei prodotti più contrattati si sono piazzati ancora una volta al primo posto i covered warrant plain vanilla con 141.511 contratti, per un controvalore di 408 milioni seguiti dagli investment certificates classe B che, con 10.359 per un controvalore di 360 milioni, hanno scavalcato i leverage certificates che ne hanno chiusi 9.887 per un controvalore pari a 41 milioni.

Mentre per quanto riguarda i primi 10 sottostanti in ordine di contratti scambiati (vedi tabella a destra) sul gradino più alto del podio si è confermato ancora una volta l’indice S&P/MIB, seguito da Eni che ha scavalcato Fiat, scesa al terzo posto.

Tra i sottostanti, i più utilizzati sono stati gli indici italiani con 72.627 contratti e un controvalore di 322 milioni, seguiti dalle azioni italiane che ne hanno chiusi 60.061 per un controvalore di 383 milioni e dagli indici esteri con 14.300 contratti e un controvalore di 108 milioni.

Tra gli emittenti si è confermata Societe Generale, che ha toccato quota 96.848 per un controvalore di 205 milioni di euro, davanti a UniCredit con 17.883 contratti e un controvalore di 131 milioni e Deutsche Bank con 16.268 contratti per un controvalore di 220 milioni.

Sul fronte, invece, dei primi 10 sottostanti in ordine di controvalore scambiato (vedi tabella sinistra), la medaglia d’oro è andata a S&P/Mib che ha sbalzato l’indice Eni, mentre al terzo posto si è confermato l’indice Dow Jones Euro Stoxx 50.

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