Etf vs. fondi comuni, azionario Cina

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di Biagio Campo 29 Gennaio 2009 | 14:40
Nel lungo periodo la performance dell’investimento azionario è data dall’area geografica prescelta (Stieglitz), per questo l’investitore deve svolgere con attenzione l’asset allocation strategica, nella quale difficilmente si può scartare la Cina.Guardando le performance dell’ultimo anno, diversi fondi a gestione attiva riescono a battere gli Etf.

Il premio nobel Stieglitz ha dimostrato come nel lunghissimo periodo (50 anni), il 90 per cento della performance dell’investimento azionario sia data dall’area geografica prescelta, per questo la selezione dei settori oppure dei singoli titoli, non porta ad extra rendimenti di lungo periodo. La ricerca di Stieglitz si basa sulla presenza di un buon grado di diversificazione, nonché sulle serie storiche passate, è quindi facile prevedere, a seguito della crescente interdipendenza economica e finanziaria portata dalla globalizzazione, che nel secolo a venire lo studio eseguito da Stieglitz per il 900, possa portare ad un risultato differente, tuttavia è indubbio che la selezione dell’area geografica riveste anche oggi un ruolo fondamentale.
La Cina, per la stabilità politica, il sostegno fornito dal governo all’economia, ma soprattutto per il fortissimo gap accumulato nell’ultimo secolo con le economie più industrializzate, offre senza dubbio le migliori opportunità di crescita al mondo.
Grazie alle forti aspettative di crescita economica, nonostante il recente rallentamento in atto, gli indici hanno evitato il crollo, a differenza di quanto avvenuto in diversi mercati emergenti.

In Cina sono presenti tre borse, ovvero Hong Kong, Shenzhen, Shanghai
. Per queste due ultime piazze sono presenti delle restrizioni agli investitori esteri, per questo sulla piazza di Hong Kong sono negoziate, in dollari locali, le azioni a classe H, ossia quelle di società della Cina continentale, contemporaneamente negoziate sulle piazze di Shenzhen e Shanghai in yuan.

Nel mercato [a]Etf Plus[/a] di [s]Borsa Italiana[/s], per investire sulla Cina, sono presenti tre Etf.
Il Lyxor Etf China (-41,56%) replica l’indice Hang Seng China Enterprises, con Ccb, China Life, Icbc, tra le prime tre società in portafoglio, mentre il Db X-Trackers Ftse/Xinhua China 25 (-46,52%) e l’Ishares Ftse/Xinhua China 25 (-46,28%) seguono l’andamento delle 25 azioni cinesi della tipologia H shares negoziate ad Hong Kong, ma i due Etf differiscono per il peso di ciascun titolo in portafoglio; China Mobile, China Life e Petrochina per il Lyxor, Icbc, Petrochina, China Life per il [s]Db X-Trackers[/s].
Il [s]Lyxor[/s] e l’[s]Ishares[/s] sono quotidianamente tra gli Etf più scambiati e prevedono il pagamento del dividendo, mentre il Db X-Trackers garantisce scambi più ridotti e non paga dividendi.

Nel mercato del [a]risparmio gestito[/a] italiano, i [a]fondi comuni[/a] specializzati sulla Cina non sono numerosi, ma in generale riescono a sfruttare parte delle inefficienze di mercato e fare meglio rispetto ai benchmark degli Etf.
Tra i migliori fondi comuni Gestielle Cina (-36,33%), che vede China mobile, China construction bank e Cnooc tra le società più pesate, ed una forte componente di titoli finanziari (34%), il Dws Invest Chinese Equities (-36,70%) e il Fidelity China Focus (-39,17%), più orientato al settore informatico, rispetto al Gestielle. 

Tra i peggiori fondi comuni dell’ultimo anno vi sono invece il Threadneedle China Opportunities (-48,16%) ed il Parvest China (-46,61%).

Conservando una visione di lungo periodo (5-10 anni) è indubbio che la Cina offra ottime opportunità di crescita, per questo nell’ottica della diversificazione di portafoglio, i profili più avversi al rischio, non dovrebbero correre il rischio di sottopesare la Cina.  

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