Etf vs. fondi comuni, azionario Italia

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di Biagio Campo 15 Gennaio 2009 | 14:50
Per l’investimento nel mercato azionario Italia, diversi fondi comuni riescono a battere il mercato, grazie alle specializzazioni verso settori che meno hanno risentito della crisi, rispetto allo S&P/Mib, ma soprattutto per la presenza in portafoglio, di una minoritaria componente obbligazionaria.

L’economia italiana, a partire dagli anni ottanta, ha imboccato una grave crisi strutturale, che ha portato a una costante perdita di competitività sui mercati internazionali e una scarsa capacità di attrarre investimenti esteri. L’elevato livello di debito, l’incertezza politica ed un quadro normativo non chiaro, portano i mercati internazionali a valutare come alto il rischio paese, con una conseguente richiesta di premio al rischio per l’investimento in attività finanziarie italiane (l’indicatore più utilizzato è il differenziale tra il Bund tedesco e il Btp).

Il sistema economico italiano, contraddistinto dall’assenza di aziende di medie dimensioni, è ancora oggi definibile come orientato agli intermediari (ovvero le società per reperire capitali ricorrono al sistema bancario, piuttosto che alla quotazione sui mercati); per questo il mercato azionario è in buona parte decorrelato dall’andamento dell’economia reale domestica, seguendo piuttosto gli andamenti dei corsi internazionali.
Nell’indice risultano ampliamente rappresentati i bancari, fattore che ha contributo alle perdite dell’ultimo anno.
 
Nel mercato [a]Etf Plus[/a] di [s]Borsa Italiana[/s], per investire sull’azionario italiano, sono presenti quattro Etf.
Db x-trackers S&P/Mib Index Etf Euro (-45,17%), Ishares S&P/Mib (-44,46%), Lyxor Etf S&P/Mib (-47,62%), hanno rispecchiato piuttosto fedelmente l’indice sottostante, con Eni, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Generali, Enel e Telecom, come titoli più rappresentati. 
Powershares Dynamic Italy Fund (-40,4%) adotta invece una gestione, che si può definire attiva, basata sull’individuazione delle società con il maggiore potenziale di crescita; la composizione del titolo risulta orientata alle società a bassa e media capitalizzazione.
Le performance dell’ultimo anno sono in linea con quelle di mercato, Powershares riesce a fare meglio, per lo scarso peso dei titoli finanziari.
Le commissioni annue di gestione sono dello 0,3% e 0,35% per gli [a]Etf[/a] a gestione passiva, mentre salgono allo 0,75% per l’Etf [s]Powershares[/s].
  
Sono ovviamente numerosi, nel mercato del [a]risparmio gestito[/a] italiano, i [a]fondi comuni[/a] specializzati sull’azionario Italia, che ottengono rendimenti molto diversi tra loro.
Tra i migliori Bim Azionario Small Cap (-28,85%), Symphonia Azionario Italia Small Cap (-28,85%) e Allianz Azioni Italia All Starts (-30,62%), che dispongono di una componente obbligazionaria, in buona parte titoli convertibili, che ha permesso di attenuare le perdite.

Tra i peggiori invece Duemme Italian Equities (-48,37%), Fidelity Funds Italy Fund (-48,05%) e Banca Lombarda Sicav (-46,84%).

Con i mercati volatili e in forte calo, è quindi risultato vantaggioso l’approccio rischio rendimento dei fondi comuni, grazia alla scelta di una minore esposizione nei confronti degli indici, alla componente obbligazionaria e a un’attiva gestione della liquidità; sarà interessante osservare se, in caso di ripresa dei corsi, riusciranno ancora a sovraperformare il mercato. 

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