L’avvertimento del World Wealth Report 2016 ai gestori: profitti a rischio se non investite nel digitale

A
A
A
Marco Barlassina di Marco Barlassina 23 Giugno 2016 | 09:46

Il successo a lungo termine delle società di gestione patrimoniale dipenderà in parte dalla loro volontà di cercare collaborazioni e partnership con le FinTech, così come dalla capacità di migliorare la propria maturità digitale.
E’ una delle conclusioni del 20o World Wealth Report (WWR) pubblicato oggi da Capgemini.
Secondo il report, le società di gestione patrimoniale mancano l’obiettivo quando si tratta di implementare funzionalità digitali e, di conseguenza, stanno esponendo a gravi rischi i profitti, i clienti e il tasso di retention dei propri dipendenti. Addiritura fino al 56% del reddito netto di tali aziende potrebbe essere compromesso dalla mancanza di funzionalità digitali, aspetto che aumenta l’insoddisfazione dei clienti. Più della metà dei manager di queste aziende (55%) – spiega l’analisi – non è pienamente soddisfatta delle risorse digitali di cui dispone e, di conseguenza, oltre un terzo (39%) starebbe addirittura considerando la possibilità di cambiare lavoro.

“Oltre a dover affrontare una serie di dinamiche di mercato convergenti, tra cui una maggiore concorrenza delle FinTech, i gestori patrimoniali e i loro manager sono chiamati a migliorare gli asset digitali per garantirsi la fiducia dei clienti, che potrebbero essere allettati da concorrenti tecnologicamente più avanzati”, ha dichiarato Andrea Falleni, senior vice president Market Unit Head Financial Services and Manufacturing di Capgemini Italia. “Le evidenze del World Wealth Report rafforzano l’idea che queste aziende debbano adattarsi per soddisfare le aspettative in continua evoluzione dei clienti e dei loro manager, perché solo grazie a un elevato grado di maturità digitale potranno stare al passo con i concorrenti nativi digitali”.

 Maturità digitale limitata, nonostante l’aumento della domanda HNWI e la minaccia FinTech
Con una richiesta dagli High Net Worth Individual (Gli individui che “” vantano un patrimonio personale superiore a 1 milione di dollari in asset investibili) di servizi digitali in continua crescita nelle aree in cui le FinTech primeggiano, come ad esempio le piattaforme di consulenza automatizzate, le società di gestione patrimoniale non possono permettersi di essere scadenti in alcun aspetto della loro strategia digitale. Il report ha evidenziato che solo nello scorso anno la richiesta HNWI ha registrato un incremento vertiginoso di quasi 20 punti percentuali, passando dal 49% del 2015 al 67% del 2016. Inoltre, il 47% degli HNWI sostiene di utilizzare piattaforme peer-to-peer almeno settimanalmente per trovare idee d’investimento.
La correlazione tra maturità digitale e acquisizione e conservazione degli asset non potrà che aumentare nei prossimi anni. Il 73% degli HNWI ha dichiarato che la maturità digitale sarà molto o piuttosto importante nella loro decisione di aumentare l’affidamento di asset alle società di gestione patrimoniale nel corso dei prossimi 24 mesi, una percentuale che sale all’86% nel caso degli HNWI under 40.

 Aumenta la richiesta di digitalizzazione, mentre scende la soddisfazione dei wealth manager
I manager delle società di gestione patrimoniale si sono uniti agli HNWI nella richiesta di strumenti digitali dotati di un ampio ventaglio di funzionalità. Con una percentuale dell’81%, questo aspetto è stato riscontrato in tutte le regioni e in tutte le fasce di età. Eppure, sebbene i manager abbiano espresso la forte necessità di funzionalità digitali, nella maggior parte dei casi i gestori patrimoniali non hanno soddisfatto queste richieste. Sono meno della metà i manager soddisfatti degli asset digitali della propria azienda, ma gli strumenti digitali sono chiave per incrementare la collaborazione con i clienti (86%), per utilizzare al meglio i dati dei clienti funzionali a identificare le opportunità di crescita (82%) e per ridurre i tempi attraverso la riduzione della documentazione cartacea (82%).
I manager segnalano carenze soprattutto per quanto riguarda i social media e gli strumenti mobile, sostenendo (60%) che la capacità di interagire con i clienti sui social è importante, ma rappresenta una delle area più critiche.

Il successo passa attraverso la digital leadership
Con l’evoluzione del loro ruolo, il successo a lungo termine dei gestori patrimoniali dipenderà dalla capacità di collocare i rispettivi manager al centro della trasformazione digitale e dalla volontà di creare partnership con le FinTech. Il coinvolgimento dei manager sarà importante, in quanto oltre tre quarti di loro (79%) sostiene di voler utilizzare nuovi strumenti digitali, mentre più della metà (53%) ha già fatto pressioni in azienda per migliorare le funzionalità digitali esistenti. Un numero sorprendente (42%) è arrivato anche a investire i propri soldi per l’acquisto di software standard, nel tentativo di colmare le lacune dell’azienda. Molte delle più grandi società del mondo stanno attualmente esaminando programmi di accelerazione progettati per attirare le start-up interessate alla collaborazione. Altre stanno acquisendo o investendo nelle FinTech nel tentativo di dare impulso alle loro capacità digitali, in particolare nei settori dei servizi automatizzati di consulenza e gestione degli investimenti.
Il report conferma che le aziende di maggior successo saranno quelle in grado di intraprendere azioni coraggiose per superare la resistenza al cambiamento e entrare a far parte di un mondo che valorizza sempre più le interazioni digitali.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Criptovalute, interesse crescente da parte della clientela più abbiente

Lavoro: Cap Gemini cerca 400 neolaureati e 300 senior in tutta Italia

NEWSLETTER
Iscriviti
X