Venture Capital Monitor: continua la crescita degli investimenti, anche nel FinTech

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di Marco Barlassina 21 Luglio 2016 | 15:04

Il 2015 si è chiuso con una crescita dei nuovi investimenti in seed (investimento nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa) e startup (investimento per l’avvio dell’attività imprenditoriale), con 77 operazioni: +8% rispetto al 2014 (erano 71 operazioni) e +17% rispetto al 2013 (con 66 operazioni).

Sono alcuni dei numeri resi noti nell’ambito della presentazione del Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeMTM sulle operazioni di venture capital in Italia nel 2015. Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeMTM attivo presso la LIUC – Università Cattaneo e con il supporto di AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt.

Il numero degli investitori attivi (coloro che hanno fatto almeno un’operazione durante l’anno) si attesta a 48 (a cui si aggiunge la categoria dei business angel), +45%, rispetto al 2014 dove erano 33; il numero degli investimenti è stato pari a 126 (erano 112 nel 2014); in merito alla provenienza degli investitori, cresce il numero dei deal realizzato da operatori stranieri, 18%, il 100% in più rispetto all’anno precedente. I business angel hanno partecipato a 23 operazioni molto spesso in affiancamento a un operatore di venture capital.

Tipologia ed ammontare

Per quanto riguarda le operazioni di seed capital, l’investimento medio è di 0,2 milioni di euro. Nelle operazioni di startup, l’ammontare medio, per il 2015, è stato di 2,0 milioni di euro per acquisire una quota media di partecipazione pari al 33%.

Distribuzione geografica e settoriale

Come per gli anni passati, la Lombardia è la regione in cui si concentra il maggior numero di operazioni e che continua a crescere coprendo il 38% del mercato (era il 49% nel 2014). Seguono Piemonte con l’13% e Lazio con il 12% del totale delle operazioni realizzate in Italia.

“Si evidenzia, per il secondo anno consecutivo, un incremento del taglio medio dell’investimento. In particolare, si è passati da 1,05 milioni di euro del 2014 a 1,5 milioni di nel 2015” afferma Francesco Bollazzi, responsabile dell’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeMTM. “Il dato è ancora molto lontano da quello rilevato nel 2010, pari a 2,7 milioni di euro, ma il trend appare certamente positivo. Se si focalizza l’attenzione sulle sole operazioni di start up, il dato relativo all’investimento medio si attesta ad 2,0 milioni”.

Dal punto di vista settoriale, l’ICT monopolizza l’interesse degli investitori di venture capital che cresce negli investimenti raggiungendo una quota del 40% (era il 56% nel 2014); in questa categoria si segnala la diffusione di applicazioni web e mobile riconducibili ad app innovative. In aumento il terziario avanzato con il 27% rispetto al 21% del 2014, così come i servizi finanziari e il Fintech, che crescono a circa il 6% dal 4% circa del biennio precedente.

La visione di Massimiliano Magrini del consiglio direttivo di AIFI

“Quello italiano è un mercato limitato ma con segnali di salute. Lo dimostrano i livelli di deal flow in crescita e il fatto che siano diverse le operazioni fatte con operatori internazionali. I grandi assenti sono i grandi investitori istituzionali. Questa però è anche una grande opportunità, perché basterebbe convincere questi operatori ad adeguarsi alla best practice internazionali per colmare questo gap”.

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