La Cina (finalmente) regolamenta le piattaforme di prestito P2P

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di Redazione 26 Agosto 2016 | 09:14

In Cina ormai da anni esistono società che gestiscono il prestito di denaro peer-to-peer fra privati ed aziende sia su piattaforme online che offline. Il fenomeno è velocemente diventato di grande rilevanza, con tutta una serie di risvolti facilmente immaginabili.

Secondo statistiche incomplete della China Banking Regulatory Commission (CBRC), alla fine di giugno 2016, il numero delle piattaforme di prestito P2P in regolare attività in Cina ammontava a 2.349, con il 49,1 % di crescita dalla fine del 2014. Il valore totale del transato è balzato del 499,7 % per un totale di 621,26 miliardi di Yuan (82.66 miliardi di Euro).

Ma nello stesso tempo esistono ben 1.778 piattaforme con problemi di varia natura fra cui anche fondatori fuggiti con i soldi dei clienti.

Finalmente mercoledì 24 agosto 2016 è stato emesso un regolamento che inasprisce fortemente l’attività di controllo al fine di intercettare forme di raccolta fondi illegali o vere e proprie truffe.

Il regolamento è stato emesso dalla CBRC congiuntamente con tre ministeri, e sottolinea il ruolo delle società di prestito P2P come “intermediari finanziari”.

La CBRC ha fornito un elenco di divieti per disegnare i confini di azione delle aziende di prestito P2P, vietando loro il “cash pooling”, la raccolta di pubblico risparmio e la fornitura di qualsiasi forma di garanzia per i mutuatari.

È inoltre chiarito il posizionamento nel mercato di queste aziende come “supplemento” alle istituzioni finanziarie tradizionali, che non possono soddisfare le esigenze di piccole e sparse richieste di fondi. Secondo il regolamento, il saldo massimo di uno stesso debitore non deve superare i 200.000 Yuan (26.613 Euro) su una singola piattaforma di prestito P2P e 1 milione di Yuan (133.063 Euro) su piattaforme diverse. Allo stesso modo, il saldo di massimo indebitamento di una persona giuridica non dove superare 1 milione di yuan su una singola piattaforma e 5 Milioni di Yuan su piattaforme diverse.

Per garantire una migliore sicurezza del denaro dei clienti, il regolatore ha anche richiesto alle piattaforme di prestito P2P di far gestire il denaro dei clienti da istituti bancari qualificati, di divulgare le informazioni sui debitori, sui progetti di finanziamento e sul funzionamento della piattaforma con precisione e in maniera tempestiva.

La CBRC ha dichiarato che in realtà questo è solo un primo passo e continuerà a sviluppare nuovi regolamenti e definirà con attenzione i vincoli statutari e di garanzie per tali aziende, così come ogni formula di controllo (e tutela per i clienti) possibile. Ha in fine spiegato che l’attività di controllo sarà fatto sia a livello nazionale che dagli enti locali (in Cina esiste una fortissima “devolution”).

Hu Eryi, CEO di p2p001.com, basato a Shenzhen, ha dichiarato che il regolamento della CBRC è “una pietra miliare per lo sviluppo del settore” che da troppo soffriva un vuoto legislativo.

Federico Morgantini, Shanghai

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