Il ritardo italiano nelle banche digitali? Per Serra (Algebris) è colpa di manager incapaci

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di Gianluca Baldini 5 Settembre 2016 | 15:17

“Molte banche sino ad oggi hanno pensato solo alle poltrone dei loro consiglieri e a quella dell’amministratore delegato senza fare gli interessi della banca”. La critica arriva da Davide Serra, il numero uno di Algebris Investments, con il quale iFinance ha parlato nel corso del Forum Ambrosetti di Cernobbio conclusosi ieri. “Senza parlare di quelle fondazioni bancarie – ha aggiunto – che hanno spesso creato consigli di amministrazioni incapaci che hanno scelto a.d. ancora meno capaci”.

“Per questo – dice – l’Italia è in un ritardo pazzesco in tema di banche digitali. Del resto oggi in Italia ci sono più sportelli che pizzerie o farmacie e questo è completamente contrario alla direzione che sta prendendo il mercato verso la banca digitale. Nei prossimi anni, dunque, dovremo abituarci a vedere aggregazioni bancarie nonché un feroce taglio dei costi e dunque dei posti”.

Ma non ci sono solo critiche da parte di Serra. “In Italia, in fatto di banche, abbiamo anche eccellenze come Fineco che resta una delle migliori piattaforme digitali in Europa, se non nel mondo. Il problema è che non tutti sono riusciti a passare dal business tradizionale a quello digitale. Se non ce la faranno, si troveranno ad avere bilanci non più sostenibili”.

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