L’atlante del Fintech: Singapore

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Avatar di Federico Morgantini 17 Ottobre 2016 | 15:06

Singapore è stata per decenni una colonia inglese; per poi diventare, dopo un breve transito di solo un anno [1963-64] nella Federazione della Malesia, uno stato sovrano dal 1964, sotto forma di Repubblica Parlamentare.

Composto da una grande isola [circa 3 volte l’Isola l’Elba] e vari piccoli isolotti, è incastonato fra la Malesia e l’Indonesia, 140 km sopra l’Equatore.

Con una popolazione di 5.535.000 persone, è il secondo stato più densamente popolato del mondo dopo il Principato di Monaco e prima della Città del Vaticano, benché abbia dimensioni totali molto più grandi di questi. La popolazione è composta prevalentemente da cinesi, malesi, indiani, ma anche moltissimi europei e americani.

Grazie a una forte stabilità politica e al buon governo dei “soli” tre Primi Ministri avuti dal ’64 a oggi, Singapore si è sviluppato con tassi di crescita a due cifre per decenni, diventando per tutti la “Svizzera d’Asia”. Infatti per pulizia, ordine, organizzazione e soprattutto per la finanza questo paese non ha niente da invidiare alle Confederazione elvetica.

Tanto che il 42% della popolazione è di passaporto straniero e rappresenta oltre il 50% degli addetti nel settore dei servizi.

Da sempre nodo geografico strategico fra Oriente e Occidente, il porto di Singapore è uno dei più grandi del mondo ed è sede di migliaia di società import-export oltre a una forte presenza di industria petrolchimica [ad esempio Eni Lubrificanti ha un impianto produttivo qui] e manifatturiero high-tech.

Però è la finanza la vera punta di diamante di Singapore, infatti qui hanno sede gli uffici di tutte le più grandi banche e istituzioni finanziare del mondo, uffici dedicati a tutti i mercati del Sud Est Asiatico.


In tale contesto il Fintech ha “attecchito” in modo velocissimo e pervasivo.

I motivi principali sono due: la domanda e l’offerta.

Sul fronte della domanda, lo stimolo è arrivato dalle “peculiari necessità quotidiane” di questo paese [traffici internazionali in tutte le valute del mondo; banche e assicurazioni multilingua; popolazione, aziende, università e turismo multietnici e con relazioni internazionali anche molto lontane].

Sul fronte dell’offerta, la chiave sono state le risorse umane presenti sul territorio [multi lingua e multidisciplinari] e le risorse finanziarie [investitori istituzionali, venture e business angels].

In più ha contribuito anche la Monetary Authority of Singapore (MAS) creando un contesto legislativo di forte supporto alle start-up Fintech.


Fra le startup singaporiane alcune stanno realmente eccellendo in vari ambiti del Fintech
e questo loro successo è dimostrato dalla “raccolta” fatta tra gli investitori.

Fastacash, nell’ambito del trasferimento di soldi all’interno di una social-messaging APP, ha raccolto finanziamenti per 23.5 Milioni di USD dal 2012 a oggi.

M-DAQ, nell’ambito del Online Wealth Management, ha raccolto 11,7 Milioni di USD dal 2010 a oggi.

2C2P (Cash and Card Payment Processor), nel ambito dei micro-pagamenti quotidiani, ha raccolto 10 Milioni di USD dal 2003 a oggi.

Trade Hero, nell’ambito dello scambio di competenza/consigli fra traders, ha raccolto 10.46 Milioni di USD dal 2012 a oggi.

Smart Karma, nell’ambito dell’informazione finanziaria indipendente, ha raccolto 7.5 milioni di USD dal 2014 a oggi.

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