Boom di assicurati online in Cina: sono 330 milioni di persone

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di Federico Morgantini 19 Ottobre 2016 | 10:04

La “Insurance Association of China” ha da poco emanato le statistiche sul mondo delle assicurazioni online in Cina. Con dati impressionanti.

Il trionfo del Fintech nel mondo assicurativo cinese è questione solo dell’ultimo anno e mezzo.

A fine marzo 2016 erano 330 milioni i cinesi assicurati online, con una crescita annua del 42,5%.

Per comprendere le dimensioni del fenomeno, basti immaginarsi che l’intera popolazione degli Stati Uniti, compresi vecchi e bambini, non arriva a 320 milioni di persone.

Nel 2015 la raccolta online rappresentava il 9,2% della raccolta totale per i colossi assicurativi del Paese, per un valore di 223,4 miliardi di RMB [30.2 miliardi di €]. Nel primo semestre 2016 la raccolta è già stata di 143.1 miliardi di RMB [19.3 miliardi di €], in crescita di 1,75 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Da questi numeri è comprensibile la dimensione totale del mercato assicurativo in Cina e i motivi per cui tutti i gruppi del mondo stanno cercando di farsi largo. Fra questi il gruppo Generali è stato uno dei primi ed è ormai un player molto rilevante in Cina.

E’ naturale che questi tassi di crescita non potranno durare a lungo e la situazione si stabilizzerà.

Infatti già adesso il dato dimostra che circa un utente internet su due ha sottoscritto una qualche forma di assicurazione online [che può andare da quella sul vetro del telefonino fino a una polizza vita].

Gli utenti nati nel 1980 e 1990 rappresentano l’80% del totale. I famigerati “nativi digitali” che sono la vera forza propulsiva online e offline di questa Cina dei record.

Interessante notare la maggiore propensione alla spesa in prodotti assicurativi delle coppie con figli. Secondo il rapporto, queste sottoscrivono assicurazioni contro gli infortuni 2,6 volte più di quelli senza figli. Per quanto riguarda l’assicurazione sanitaria e auto, le cifre sono rispettivamente di 2,4 e 6,7 volte [per polizze auto si intende la componente facoltativa integrativa quella di legge che ha copertura e massimali molto limitati].

Tale divario è destinato ad aumentare con la recente politica del “secondo figlio”, infatti per legge era uno solo fino a pochi mesi fa.

 

 

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