Perché il lending P2P è più efficiente delle banche nell’erogazione dei prestiti

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di Redazione 31 Ottobre 2016 | 09:35

tratto da Crowdfundingbuzz.it

Tutte le banche o le società finanziarie usano dei rating interni per classificare il merito creditizio dei propri clienti e guidare così le politiche del credito. L’affidabilità del sistema di rating è data dal mercato: minori sono i crediti che finiscono in sofferenza (non recuperabili), tanto più predittivi sono i sistemi di analisi del merito creditizio.

In Italia, secondo i dati elaborati dall’ABI e relativi a fine 2015, l’incidenza delle sofferenze lorde delle bancherispetto al totale dei finanziamenti alle imprese è pari a oltre il 17%, con circa 200 miliardi di euro di sofferenze nell’intero sistema bancario.

Il quadro cambia radicalmente se prendiamo in considerazione il Peer-to-peer lending (P2P).

Funding Circle, la principale piattaforma in Europa, attiva dal 2010, stima che circa il 4% del suo portafoglio finirà in sofferenza, ma dal 2012 i dati effettivi ci dicono che ha meno del 3% di sofferenze in portafoglioBorsadelCredito.it, l’unico P2P lending dedicato ai prestiti alle imprese attualmente operativo in Italia, pur con un track record di un solo anno, finora ha un livello di sofferenze in portafoglio inferiore all’1%.

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