Le FinTech continuano a crescere, ma la fiducia in loro no

A
A
A
di Ettore Mieli 2 Novembre 2016 | 14:03

I provider di servizi FinTech continuano ad avere una presenza dirompente sul mercato, ma i livelli di fiducia complessivi dei clienti nei loro confronti rimangono bassi. È quello che è emerso dal primo World FinTech Report (WFTR) realizzato da Capgemini e LinkedIn in collaborazione con Efma. La prima edizione di questo studio – basato su un sondaggio che ha coinvolto 8.000 clienti in 15 Paesi – quantifica e traccia la risposta dei clienti all’ascesa delle FinTech, riportando i punti di vista degli executive di operatori finanziari sia tradizionali che FinTech e riepilogando i fattori che rendono essenziale l’innovazione nello scenario emergente di questo mercato.

Solo il 23,6% dei clienti afferma infatti di fidarsi del proprio provider FinTech rispetto al 36,6% degli operatori tradizionali. I clienti hanno fatto notare come gli istituti finanziari tradizionali detengano ancora un certo vantaggio su quelli FinTech quando si tratta di protezione dalle frodi, qualità del servizio e trasparenza. “Le crescenti aspettative dei clienti a favore di esperienze digitali maggiormente personalizzate e avanzate, progressi tecnologici, superiore accesso al venture capital e minori barriere di ingresso hanno creato un terreno fertile per la crescita delle FinTech”, ha dichiarato Penry Price, Vice President, Marketing Solutions di LinkedIn. “Le FinTech stanno acquistando impulso di mercato soprattutto rispondendo a necessità che gli operatori tradizionali devono ancora affrontare, ma molte di esse non possiedono la trasparenza richiesta per guadagnare la fiducia dei consumatori e capitalizzare queste opportunità”.

La spinta alla collaborazione con le FinTech viene considerata essenziale per innovare
Gli istituti finanziari tradizionali continuano ad affrontare sfide, con meno della metà dei propri executive (44%) fiduciosi nelle rispettive strategie FinTech. Questo non sorprende considerando che solo un terzo circa (34,7%) afferma di possedere una strategia proattiva o ben strutturata per l’innovazione che sia culturalmente integrata nell’azienda. La natura avversa al rischio delle società tradizionali rende difficile la creazione di culture che diano priorità all’innovazione: il 40,3% degli executive ha affermato che la propria cultura non è tale da poter condurre all’innovazione.

“Gli executive operanti nei servizi finanziari considerano le FinTech sotto una luce completamente nuova trovandovi maggiori opportunità di collaborazione, ma stanno anche compiendo significativi passi avanti per creare funzionalità FinTech più agili al loro stesso interno”, ha dichiarato Monia Ferrari, Head of Banking Sector di Capgemini Italia. “Ma con l’eccezione di pochi leader di settore, la maggior parte delle società sta faticando per raggiungere risultati positivi dalle proprie iniziative di innovazione: solo il 10% degli executive afferma di aver raggiunto con grande efficacia i risultati desiderati in termini di innovazione”.

Lo studio WFTR ha evidenziato che le società tradizionali stanno sempre più perseguendo una ampia varietà di strategie per rispondere ai loro concorrenti FinTech. La maggioranza degli istituti finanziari (60%) considera oggi le FinTech come potenziali partner, ma quasi la stessa proporzione (59,2%) sta anche sviluppando attivamente le proprie funzionalità interne. Al di là di partnership e sviluppo interno, gli executive stanno anche esplorando una serie completa di modelli come investimenti nelle FinTech (38%), partnership con istituzioni formative (34,3%) o creazione di acceleratori (29,6%), mentre una percentuale assai inferiore (18,6%) sta procedendo ad acquisizioni di società FinTech.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Capgemini: banche retail, cambiare per sopravvivere

Consulenti, non piacete ancora abbastanza ai paperoni

Polonia, la Cina d’Europa

NEWSLETTER
Iscriviti
X