10 motivi per investire in Equity Crowdfunding

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Avatar di Redazione 9 Gennaio 2017 | 09:33

dal blog di MamaCrowd by SiamoSoci

L’equity crowdfunding è un mondo che attrae sempre più persone interessate a investire e diventare soci di una startup o PMI innovativa.

L’ecosistema permette di coinvolgere anche persone che vogliono partecipare con importi differenti, come dimostrano le offerte di Gromia e Parterre, di cui si può diventare soci con investimenti fino ai 250 euro.

A prescindere dal profilo dell’investitore e dalla sua familiarità con gli strumenti finanziari e il mondo dell’innovazione, ecco 10 motivi per cui investire tramite l’equity crowdfunding.

1) Diversificare il portafoglio

Per chi investe, ribilanciare guadagni e perdite è tutto. L’investimento in startup è un buon modo di diversificazione del proprio portfolio, grazie alla possibilità di investire su società che operano in settori differenti e che rappresentano dei trend di crescita. Su Mamacrowd, attualmente è possibile investire in Sharing Mobility, Immobiliare, App Mobile, Agritech e Stampa 3D.

2) Sgravi fiscali 

In Italia chi investe, che si tratti dpersona fisica o giuridiche, in startup ha diritto a una detrazione fiscale del 30%. Fino a qualche settimana fa si trattava del 19% per le persone fisiche e del 20% per le persone giuridiche, ma grazie alla Legge di Bilancio 2017 (approvata il 7 dicembre 2016) le percentuali sono salite al 30%.

3) Un ROI che vale doppio

Secondo la Kauffman Foundation e Nesta il ritorno all’investimento medio di un investitore di startup è di 2,5 volte il totale investito nei quattro anni prima dell’exit e aumenta in proporzione al numero di investimenti realizzati (in media oltre il 100% dopo i primi sei investimenti).

4) Investire nell’economia reale

I rendimenti possibili comprando il debito dello Stato Italiano sono ormai un ricordo. Per questo,  per avere risultati per i propri risparmi è necessario investire nell’economia reale, ovvero nelle imprese che investono, crescono e sono competitive: in poche parole, in quella parte dell’economia che crea ricchezza e genera valore di cui le startup sono parte integrante e sempre più importante. Inoltre, secondo uno studio di Shares Post Investment Management, investire il 5% del proprio capitale in startup può portare a un ritorno annuo fino al 13,61% rispetto al 9,88% del tradizionale portafoglio “60 obbligazionario / 40 azionario”.

5) Oggi una startup, domani un gigante tech

Il termine startup porta con sé il concetto di alto potenziale e di business di successo. Per questo parte dell’interesse di investire in startup risiede nello scegliere le imprese che presentano i progetti più promettenti, seguirne i progressi e ottenere il riconoscimento e il ritorno economico di aver intuito le potenzialità del business in anticipo rispetto ai trend.

6) Una nuova cultura imprenditoriale

In un Paese spesso criticato per la lenta burocrazia e per la difficoltà di reperire fondi per sviluppare il business, aiutare i neo imprenditori nei momenti iniziali della propria attività è un fattore non secondario e porta con sé il supporto al tessuto economico: chi investe in startup aiuta a creare nuovi posti di lavoro e a rilanciare il settore.

7) Una finestra aperta sull’innovazione

Gli imprenditori sanno che è fondamentale essere costantemente aggiornati sulle novità che permeano il settore in cui operano, e rimanere indietro per un’azienda può essere letale. Per questo investire in un’azienda che opera nel proprio mercato, o in attività che in futuro possano essere sinergiche con esso, può essere una mossa lungimirante.

8) Nessuna spesa di intermediazione

Rivolgersi a una piattaforma di equity crowdfunding per investire su una o più startup significa investire direttamente in un’azienda la quota che si vuole senza sostenere spese aggiuntive al momento in cui si diventa soci. Inoltre, grazie alla revisione del regolamento  sull’equity crowdfunding emanato da Consob, operativa da settembre di quest’anno, si può investire totalmente online con un semplice bonifico, senza doversi recare in banca.

9) Un mercato regolamentato  e d’avanguardia 

L’Italia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di una regolamentazione in ambito equity crowdfunding, promulgata da Consob. Grazie alla vigilanza di quest’organo, l’investitore è tutelato sull’attività di investimento e informato dei rischi che lo strumento finanziario comporta, nonché profilato attraverso la verifica di appropriatezza.

10) Potenziamento del network

Allo stesso modo in cui i founder possono beneficiare della tua lista di contatti, anche l’investitore può incrementare il suo network verso quei soggetti economici, politici e istituzionali interessati a entrare in contatto e diventare essi stessi promotori di aziende ad alto potenziale innovativo.

 

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