Fintech e digital payment significano occupazione. Ma…

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di Ettore Mieli 3 Febbraio 2017 | 14:48

Gli Stati Uniti stanno trasformando la Silicon Valley in un distretto finanziario, grazie al Fintech: secondo una ricerca di PwC nell’arco di cinque anni al massimo l’intero comparto otterrà oltre 150 miliardi di investimenti. “Se l’hub tecnologico più importante al mondo decide di votarsi al Fintech, significa che questo fenomeno funziona, sia in termini di innovazione che occupazionali”. Queste le parole di Maurizio Pimpinella, Presidente dell’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica.

“Nello specifico il settore Fintech ha un ruolo da protagonista nell’intero ecosistema finanziario internazionale: nel 2015 abbiamo assistito ad IPO di grandissimo successo (PayPal, Square, WorldPay e First Data) in grado di raggiungere capitalizzazioni multimiliardarie sui mercati. Inoltre, ferme restando le aziende quotate, oggi esistono 20 cosiddetti “Unicorni” Fintech, ossia compagnie private valutate oltre il miliardo di dollari”, continua Pimpinella. “Intanto, nello stesso anno risultano iscritte in Italia al registro delle imprese oltre 5.000 startup che creano a loro volta 24mila posti di lavoro l’anno. Tra queste, 115 appartengono al Fintech. Sono dati da guardare certamente in prospettiva e contestualizzandoli, in una nazione dove, secondo Standard & Poor’s, abbiamo gli adulti meno preparati in campo finanziario in tutta l’Europa”.

Cosa ben diversa negli Stati Uniti. “In alcuni stati, si insegna educazione finanziaria nelle scuole sin dagli anni ’70: per attrarre investimenti e mettere a frutto le menti dei tanti talenti italiani dobbiamo lavorare sulle fondamenta ed investire in educazione finanziaria anche noi. Il settore della finanza che verrà maggiormente trasformato da qui al 2020 sarà proprio quello dei digital payment, il comparto più vicino alle esigenze dei cittadini. Avere a disposizione procedure di incasso e pagamento all’avanguardia migliora concretamente la vita quotidiana: evitare una lunga fila per effettuare un pagamento, oppure potersi interfacciare con la pubblica amministrazione con semplicità dal proprio tablet, è uno dei tanti risvolti pratici di una cultura votata all’innovazione. Esempi eccellenti ci sono in Italia, ma bisogna offrire prospettive a tutti. A quel punto, il circolo virtuoso istruzione – innovazione – posti di lavoro funzionerà”, conclude Pimpinella.

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