7 banche fintech per giovanissimi

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Daniel Settembre di Daniel Settembre 16 Febbraio 2017 | 08:40

Considerare il Fintech semplicemente come un altro canale di distribuzione è un errore fondamentale. Le nuove banche online e startup del settore implicano un ripensamento radicale all’approccio ai soldi e al risparmio. Quello che rileva un articolo apparso sul sito di e27.co, la media company specializzata nell’industria asiatica delle startup, è l’aumento di “neobank” con un target molto verticale e demograficamente mirato, un trend che ha portato alla creazione di nuove realtà, 7 per la precisione, che stanno cercando di innovare un concetto tradizionale come il risparmio.

Una di queste è la startup americana Greenlight, che ha sede ad Atlanta, 3 anni di vita e con l’obiettivo preciso di risolvere il problema che affligge ogni genitore: dare i soldi al figlio senza preoccuparsi che questi verranno sperperati in qualcosa di inutile o dannoso. Insomma, la prima carta prepagata genitore-friendly.

L’app danese Lunar Way, invece, sta tentando di migliorare l’aesperienza di retail banking da mobile. L’obiettivo è costruire una vera e propria offerta bancaria – dal pagamento della bolletta, all’apertura del conto – per la “generazione Snapchat”. C’è poi Loot, un’app dedicata ai cosidetti Millennials, una prepagata che consente la gestione delle spese. Nella nuova versione prevista a breve pare conterrà anche strumenti di risparmio e offerte mirate.

Non è finita qui. Ernit è una sorta di salvadanaio digitale per bambini, che è stato selezionato tra le 10 aziende su 1.000 per poter frequentare il prestigioso programma di incubazione TechStars a New York, in cui riceverà l’assistenza di giganti tech come Google, Microsoft e Amazon. La startup consente ai genitori di insegnare ai bambini come spendere soldi con maggiore consapevolezza. L’applicazione permette, infatti, ai ragazzi di fissare obiettivi di risparmio e consente ai genitori, o altri, di contribuire col denaro.

La britannica GoHenry, invece, che fornisce una carta di debito prepagata per i bambini e un app per gestire i loro soldi in tasca, ha più di 200.000 membri e sta crescendo da 10.000 ogni mese.

In Asia l’ecosistema non è così dinamico, ma ci sono due startup lungimiranti in questo senso. A marzo dell’anno scorso, la nuova banca Neat, cofondata da un ex veterano della Citibank David Rosa, ha iniziato la sua fase di startup. Neat opera sia attraverso un’app di budget e risparmio intelligente sia attraverso una carta collegata, utilizzando la tecnologia del riconoscimento facciale per autenticare i clienti al log-in. Il servizio è specificamente rivolto agli studenti universitari, che sono la categoria che di più ha bisogno di aiuto con il budget finanziario. Infine, anche Yolopay a Singapore sta offrendo un servizio bancario dedicato alle famiglie con bambini.

Insomma, i nuovi player si stanno differenziando dalle banche tradizionale non solo con una aggressiva innovazione digitale, ma, soprattutto, concentrandosi su nuove categorie di clientela, spesso dimenticate o malservite dagli istituti tradizionali, puntando spesso in zone geografiche in via di sviluppo caratterizzate da un basso livello di penetrazione dei servizi bancari.

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