Il Fintech va a braccetto con le banche. E’ questa la fase 2 immaginata dai player italiani

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di Marco Barlassina 23 Febbraio 2017 | 16:53

Le start-up del Fintech hanno svolto un ruolo chiave nella trasformazione del settore finanziario, ma ora i tempi sono maturi per una seconda fase: quella della convivenza con le istituzioni finanziarie tradizionali, o, meglio, dello sviluppo di alleanze.

Lo hanno spiegato alcuni tra i principali esponenti del Fintech italiano discutendo le tendenze in atto nel settore in una tavola rotonda svoltasi nell’ambito della presentazione della Fintech Bible, una guida di finanza personale pensata da Moneyfarm, che raccoglie le testimonianze e i consigli di 29 tra Founder e CEO delle più importanti aziende protagoniste della nuova finanza in Italia e in Europa.

img_2702All’incontro, moderato da Paolo Gesess, founder e managing partner di United Ventures, hanno preso parte Giovanni Daprà (co-fondatore e CEO di Moneyfarm), Roberto Anedda (marketing director del gruppo MutuiOnline), Claudio Bedino (co-founder di Oval), Roberto Spano (a.d. di Sardex) e Ignazio Rocco di Torrepadula (fondatore e a.d. di Credimi).

In un panorama dei servizi finanziari ridisegnato – è emerso dall’incontro – le istituzioni finanziarie tradizionali dovranno attrezzarsi per offrire soluzioni più semplici, comode, meno costose e rapide rispetto agli operatori tradizionali e intensificando l’attenzione alle esigenze del cliente. Magari proprio “alleandosi” con il Fintech. Un processo che in qualche modo è già iniziato.

Come ha confermato Daprà: “Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto numerose proposte di collaborazione che solo pochi anni fa non arrivavano. Sono convinto che le banche in un futuro prossimo dovranno fare ciò che stiamo facendo noi oggi e su cui come Moneyfarm avremo comunque un vantaggio di alcuni anni”.

Per Ignazio Rocco di Torrepadula quello cui si assiste attualmente tra istituzioni tradizionali e Fintech è in parte una competizione e in parte una complementarietà. Con le banche che, seppure condizionate da molti più vincoli, dovranno prima o poi incorporare i tratti salienti del Fintech.

“Il sistema bancario tradizionale ha capito quali sono le opportunità”, ha aggiunto Anedda di Mutuionline. “Noi siamo diventati l’espressione evoluta di come la banca potrebbe usare internet e le banche stesse percepiscono l’importanza di essere presenti in termini di brand”.

La Fintech Bible è scaricabile gratuitamente all’indirizzo: http://blog.moneyfarm.com/it/ebooks/fintech-bible/

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