Kakao, regina del digital coreano, corteggiata dai grandi

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di Federico Morgantini 24 Febbraio 2017 | 14:04

La Corea del Sud, da non assimilare a quella del Nord, in Italia non ha l’immagine e il valore che merita e viene un po’ percepita come uno dei tanti stati dell’Est Asiatico. In realtà dopo il Giappone, la Corea è il paese più sviluppato dell’asia con un PIL pro-capite simile a quello italiano e con una qualità della vita altissima. Seoul, la capitale, è una città moderna e sofisticata forse più di Tokio.

Anche a livello mondiale il Paese si posiziona al top: undicesimo posto per PIL, subito dopo il Canada. È in tale contesto che opera Kakao, dominando buona parte del mercato digital. Infatti la società ha un portafoglio di attività molto ampio che vanno dalle comunicazioni ai media, dalle chat ai motori di ricerca, dai giochi al Fintech. L’attività più pervasiva è Kakao Talk, un sistema di messaggistica simile a Whatsapp installato nel 97% degli smartphone sudcoreani. Mentre quella più moderna e promettente è Kakao Pay, un sistema di pagamento digitale simile a PayPal e molto diffuso anche sul mobile, con un totale di 14 milioni di utenti.

Benché il Paese abbia solo 50 milioni di cittadini, una lingua propria e una moneta propria, sia quindi un ecosistema molto chiuso, essere un operatore leader come Kakao fa la differenza e crea interesse nei grandi operatori digitali, soprattutto i vicini cinesi. Così si spiega l’investimento di Tencet [WeChat], che già nel 2012 sborso 58 milioni di USD per una quota del 13.84% del gruppo, e quello di AntFinancial [Alipay-Alibaba] che ha da poco annunciato un investimento da 200 milioni di USD in Kakao Pay.

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