Investire in titoli tech? Ecco a cosa bisogna guardare

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Avatar di frese4 aprile 2017 | 10:42

Dopo lo sbarco in Borsa di Snapchat, l’interesse degli investitori per il comparto tecnologico è aumentato ancora. “Il settore tecnologico è interessante proprio perché continua ad andare al di là delle aspettative”, spiega Viktor Nossek, direttore della ricerca di WisdomTree in Europa. “Grazie alle sue straordinarie performance sovraperforma ampiamente il mercato azionario. La tecnologia, quando raggiunge uno stadio di maturità, diventa un’ottima soluzione da detenere in ogni strategia focalizzata sui dividendi. Le opportunità di crescita delle società dell’IT sono inoltre assicurate dal fatto di operare all’interno di un settore strettamente regolamentato. La tecnologia, così come i titoli della new economy, è in grado di offrire sia rendimenti che crescita: uno degli elementi più importanti per gli investitori è essere in grado di catturare tali opportunità, soprattutto nella loro fase iniziale. È fondamentale riuscire ad acquisire i titoli tecnologici che hanno appena iniziato a pagare dividendi (per esempio Apple, uno dei più importanti pagatori di dividendi statunitensi), in modo da essere al passo con le tendenze nella loro fase iniziale. Questo è un fattore chiave che richiede, per essere perseguito efficacemente, una valutazione e una selezione delle azioni che sia flessibile. Se si è flessibili, è possibile catturare questa tendenza in anticipo e consentire agli investitori di ottenere performance nel corso del tempo. L’IT continua a svilupparsi e crescere, e ha iniziato a sovraperformare gli altri settori essenzialmente a partire dalla crisi finanziaria”.

Ma come riconoscere un titolo su cui vale la pena investire? “Nuove IPO come quella di Snapchat suggeriscono che il ciclo di vita della tecnologia è piuttosto breve e, a meno che non si continui a innovare, il rischio di fallire è dietro l’angolo”, continua Nossek. “Questo è il motivo per cui, quando parliamo di titoli azionari tecnologici maturi, come Google e Facebook, risulta evidente come, per restare rilevanti, queste società abbiano continuato a investire e diversificare. La ragione per la quale la tecnologia è interessante è che è in grado di garantire crescita e, a uno stadio avanzato, dividendi. Da questo punto di vista, usare un approccio ponderato sui dividendi consente di generare alti rendimenti, spesso con una volatilità contenuta rispetto alle tradizionali strategie basate sulla capitalizzazione. Da un confronto con queste ultime, WisdomTree ha registrato come sia possibile generare alti ritorni riducendo la volatilità, investendo solamente in azioni di società che pagano dividendi, ponderandole annualmente sulla base del valore in dollaro del dividendo piuttosto che sul loro valore di mercato. A WisdomTree ponderiamo gli ETF sui dividendi anche perché crediamo che questo fondamentale offra una misura più oggettiva sullo stato, il valore e la profittabilità della società, rispetto al semplice prezzo della singola azione. Per i nostri ETF che utilizzano un approccio focalizzato sui dividendi usiamo metodologie di ponderazione proprietarie sviluppate per amplificare gli effetti che i fondamentali – come i dividendi – hanno sulle caratteristiche dei rischi e dei rendimenti. Titoli più redditizi come Google e Alphabet dovrebbero essere nel radar degli investitori interessati a costruire il proprio portafoglio attraverso azioni che stanno per pagare dividendi”.

L’esempio di Apple è importante, ma ci sono titoli azionari più interessanti, come Alphabet di Google che permettono di prevedere che quest’ultima diventerà il prossimo pagatore di dividendi. “Se Apple è una società avviata, che produce anche dispositivi come iPhone, tablet, ecc…, Google e Facebook sono società che registrano alti profitti, elemento indispensabile per arrivare a pagare dividendi. In ogni caso è necessario prestare attenzione perché è importante valutare la capacità della società di pagare dividendi regolarmente, anno dopo anno. Ciò infatti rappresenta un importante segnale per agli investitori, come dire ‘stiamo cercando di distribuire reddito nel lungo periodo’. Per quanto riguarda il tema fiscale, molte società tecnologiche si registrano in paradisi fiscali per evitare di pagare tasse troppo alte. Crediamo che comunque, anche se si dovessero trovare a subire un’imposizione fiscale elevata, arriverebbero in ogni caso a pagare un dividendo. Rimane da vedere cosa accadrà se Trump abbasserà le tasse societarie negli USA: non è facilmente prevedibile, infatti, se ciò si tradurrebbe in maggiori investimenti o nel pagamento di uno speciale dividendo una tantum. In entrambi casi, comunque, crediamo che le prospettive per il prezzo delle azioni sia rialzista”, ha concluso Nossek.


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