In Australia arriva Tinder per le assicurazioni

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di Daniel Settembre 31 Maggio 2016 | 16:08

Viene presentata come “Tinder for insurance” ed è l’app che potrebbe rivoluzionare il mercato delle assicurazioni. Come riporta il sito di Mashable, la startup americana Trov – che ad oggi raccolto quasi 40 milioni di dollari, grazie all’ultimo round di finanziamento di 25,5 milioni di dollari di aprile – ha lanciato il suo prodotto per la prima volta sul mercato australiano. L’applicazione, fondata nel 2012, permetteva originariamente di creare un inventario digitale dei loro beni, ma ora si arricchisce di un’offerta ulteriore (disponibile al momento solo per il sistema operativo iOs), quella appunto assicurativa.

L’app, insomma, consente di attivare una copertura assicurativa comodamente dal proprio smartphone o tablet, per i singoli oggetti, prevalentemente articoli elettronici, che vanno dai televisori ai computer portatili, ma anche biciclette o strumenti musicali. I prezzi partono da circa due dollari al mese. L’intento è proprio quello di intercettare la fascia di clientela meno assicurata, cioè quella degli under 30, che si preoccupano maggiormente della convenienza dell’offerta.

Come funziona? Dopo aver caricato i dettagli dell’oggetto, proprio come la nota app di incontri Tinder, basterà scorrere il dito verso destra (dall’inglese “swipe”) per attivare la protezione assicurativa. Una levetta, invece, permetterà di selezionare la durata di tale copertura.

“Trov si sta focalizzando su una politica di micro-durata per le assicurazioni”, ha spiegato Scott Walchek, fondatore e ceo della società. “Si tratta di un ripensamento del modo in cui le persone proteggono le loro cose”. Gli utenti, inoltre, potranno anche fare i reclami attraverso l’app grazie alla presenza di chatbot interattivi.

Mentre gli utenti si impegnano solo con l’applicazone, dal punto di vista degli assicuratori, Trov sta lavorando con diversi player. Suncorp è già partner di Trov in Australia, mentre Axa lo sarà nel Regno Unito, dove è previsto lo sbarco entro la fine di quest’anno. Nel 2017, invece, sarà invece la volta degli Stati Uniti. E chissà se ci sarà anche l’Italia nei piani futuri della startup.

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