Ucits IV, come cambierà il risparmio gestito

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di Matteo Chiamenti 4 Febbraio 2009 | 07:45
La direttiva Ucits IV si appresta a incidere fortemente sulla struttura del mercato del risparmio gestito europeo. Assogestioni il prossimo 10 febbraio riunirà la commissione tecnica per presentare tutte le novità, che oggi anticipiamo.

Il 13 gennaio 2009 il Parlamento Europeo ha approvato  (589 voti favorevoli, 28 contrari e 38 astenuti) la direttiva UCITS IV, che riforma profondamente la normativa comunitaria in tema di OICVM (organismi di investimento collettivo in valori mobiliari). Si attende ora l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione Europea al fine di rendere operativa la stessa. Naturalmente gli stati membri avranno tempo fino al 1° luglio del 2011 ai fini di recepire le indicazioni.

La socratica “Nosce te ipsum” appare frase quanto mai opportuna; è necessario provare a fare chiarezza sulle novità che compongono questa direttiva, ormai sulla bocca di tutti, ma ancora poco conosciuta. Efama (l’associazione rappresentativa dell’industria europea del risparmio gestito) ne ha tessuto le lodi, nella prospettiva di generare un mercato interno caratterizzato da una maggiore integrazione ed efficienza. Cerchiamo di capirne il perché, attraverso un’analisi dei punti essenziali di novità.

Viene introdotta un’importante modifica per quel che riguarda il cosiddetto passaporto del gestore: tramite questo documento, l’autorizzazione ad un fondo concessa dallo Stato di origine, varrà in tutti i paesi (il permesso è valido soltanto se le autorità competenti approvano la richiesta della società di gestione di gestire l’Oicvm, nonché il regolamento del fondo e la scelta del depositario). Tuttavia la società di gestione non potrà ottenere il via libera se non dispone di un capitale iniziale pari almeno a 125.000 euro e se non gestisce un portafoglio di almeno 250 milioni di Euro (e dovrà anche disporre di fondi propri aggiuntivi pari allo 0,02% del valore dei portafogli gestiti).

Le sgr saranno soggette alla vigilanza prudenziale dello Stato Membro di origine, a prescindere dal fatto che questa costituisca una succursale o operi in regime di libera prestazione di servizi in un altro Stato Membro. La società dovrà quindi rispettare le norme in materia di organizzazione poste dallo Stato Membro di origine mentre varrà la disciplina dello Stato ospitante in relazione gli OICVM gestiti, sia per quanto concerne la loro costituzione sia in relazione al loro funzionamento.

Per i clienti, prospetti di investimento semplificati: le informazioni dovranno essere essenziali e di facile comprensione. Il documento (chiamato Key Investor Information) sarà fornito gratuitamente e dovrà limitarsi ad una singola pagina, in tempo utile prima della sottoscrizione del fondo. Indicazione quest’ultima molto in linea con le ipotesi di modifica dei prospetti informativi suggeritta negli ultimi mesi anche dalla Consob di Lamberto Cardia.

Ultimo aspetto che appare opportuno mettere in risalto è l’introduzione di una nuova disciplina in materia di strutture master-feeder, mediante la quale viene consentito ad un OICVM feeder di investire parte o tutto il proprio patrimonio in un OICVM master, ai fini di favorire lo sviluppo di nuove opportunità di business ed incrementare allo stesso tempo l’efficienza della politica di investimento.

Queste, a grandi linee, sono le principali fonti di innovazione. Non resta che attenderne l’implementazione. E, per ora, i commenti.

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