Fondi comuni – La Cina si difende con l'oro

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di Roberto Dotti 30 Gennaio 2009 | 15:15
Nonostante la flessione della maggior parte delle commodities, il prezzo dell’oro è aumentato del 20% dallo scorso ottobre. E il rischio è che il greggio possa salire ancora di molto se la Cina decidesse di disinvestire la propria liquidità in dollari per puntare nel metallo giallo e diversificare il proprio portafoglio.

Attualmente il prezzo per l’acquisto di lingotti e oro fisico da parte degli investitori è salito. E’ probabile che se gli Usa continueranno a stampare moneta, l’oro potrebbe crescere ulteriormente.

Dopo una serire di sedute negative a causa delle forti vendite il mercato russo ha registrato un aumento del 8,3%, grazie soprattutto al buon andamento delle borse europee. Le principali blue chips hanno guandagnato terreno dopo le forti perdite della settimana scorsa: LUKoil +13,1%, Sberbank +10,4%.

In Europa sono soprattutto i paesi dell’est a preoccupare: si teme infatti che se si dovessero verificare dei fallimenti nell’area europea centro orientale, a pagare sarebbero proprio gli stessi istituti occidentali che sono maggiormente esposte nell’area. E’ per questo che è stato chiesto alla Bce di aiutare non solo i nuovi entranti ma anche i futuri candidati come Ucraina e Serbia.
Ad esempio i crediti che le sole banche austriache hanno nell’Europa dell’est sono pari al 68% del Pil e ciò significa che un potenziale peggioramento dell’equilibrio della’rea, scatenerebbe un vero tsunami finanziario nel cuore dell’Europa.

Le borse di Mosca, Polonia e Repubblica Ceca hanno infatti perso da inizio anno già il 12% e il rischio che si ripeta l’esperienza islandese è dietro l’angolo.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo Dws Turkey in vetta alla classifica nella settimana che va dal 23 al 29 gennaio con una performance positiva del +8,7%.
Il comparto, lanciato nel giugno 2005, gestisce un patrimonio di 85 milioni di euro e ha registrato una performance YTD positiva del +2,1% contro una performance a 3 anni del -24,2%.
Il benchmark di riferimento è il  ISE National 100 (Eur) Index.
L’obiettivo del compart è offrire la partecipazione alle opportunità offerte dalla Turchia, paese emergente, e il conseguimento del massimo rendimento possibile in Euro. Il patrimonio del fondo verrà investito prevalentemente in azioni, certificati azionari, obbligazioni convertibili, obbligazioni con warrant, i cui warrant siano emessi su valori mobiliari, certificati di partecipazione e di godimento nonché warrant su valori mobiliari emessi da emittenti con sede o quotazione in Turchia.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 23/01 AL 29/01

Valuta fondo percentuale
EURO DWS TURKEI 8,69%
EURO CS EQUITY FUND (LUX) RUSSIA EXPLORER 8,07%
USD BGF LATIN AMERICA FUND 7,95%
EURO HSBC GIF EMERGING EUROPE EQUITY 7,52%
USD HSBC GIF BRIC FREESTYLE 7,50%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 23/01 AL 29/01

Valuta fondo percentuale
USD PARVEST BRAZIL -17,93%
USD TEMPLETON KOREA FUND -12,53%
EURO FORTIS L FUND EQUITY TURKEY -11,57%
EURO PARVEST TURKEY -11,11%
EURO AZ FUND 1 EMERGING MARKET LATIN AMERICA -8,56%

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