Fondi comuni – bancari giapponesi in difficoltà

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di Roberto Dotti 27 Gennaio 2009 | 13:00
All’inizio della settimana (20 gennaio) il settore bancario giapponese ha subito l’influenza negativa dell’ondata di vendite che ha caratterizzato i mercati europei in seguito all’annuncio di ingenti perdite da parte di Royal Bank of Scotland.

 Tali notizie hanno influito negativamente anche su Hsbc che ad Hong Kong ha chiuso col -7,7%.
Mitsubishi UFJ Financial ha perso il 2,9% mentre Mizuho Financial Group ha perso il 6,2%.
Anche le notizie provenienti dagli Usa, nonostante l’insediamento di Obama, sono state poco confortanti: il colosso dei servizi finanziari per le grandi istituzioni ha annunciato che nel quarto trimestre 2008 il suo utile netto è calato del 70% e ciò ha fatto precipitare la quotazione di borsa del -59%.
E a causa di questi movimenti al ribasso si teme che anche le istituzioni finanziarie giapponesi possano registrare grosse perdite a causa del perdurare della crisi.

Lo yen si è apprezzato sia rispetto al dollaro che all’euro e ciò ha penalizzato gli esportatori come Sony, Canon, Toyota e Honda. Sony in particolare ha annunciato che per l’esercizio corrente si aspetta una perdita operativa di 260 miliardi di yen, perdendo il 7% nella giornata di venerdì.

La banca centrale giapponese ha detto di accettare, come garanzia per il finanziamento delle loro operazioni, le obbligazioni emesse dai REIT (Real Estate Investment Trust). Ciò ha portato un po di aria fresca nel settore immobiliare, che ha chiuso in rialzo: Mitsubishi Estate +5,3% e Mitsui Fudosan +4,9%.

A metà settimana la Cina ha confermato una notizia in parte già scontata dal mercato tanto che non ha avuto un impatto negativo sugli investitori: il Pil nel quarto trimestre del 2008 è cresciuto del 6,8%. E’ inoltre recente la notizia che il Governo cinese investirà 850 miliardi di yuan per migliorare il sistema sanitario del paese.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Pacifico vede il fondo Sarasin Emerging Sar Asia in vetta alla classifica nella settimana che va dal 20 al 126 gennaio con una performance positiva del +11,1%.
Il comparto, lanciato nell’aprile 1999, ha registrato una performance YTD negativa -10,4% contro una performance a 3 anni del -24,7%.
Il benchmark di riferimento è il MSCI Emerging Markets Asia Index.
EmergingSar-Asia investe negli 8 – 10 paesi emergenti asiatici più promettenti per il futuro. I singoli paesi sono coperti da fondi chiusi nazionali o regionali, da certificati indicizzati trattati in borsa nonché, se del caso, da azioni di aziende con domicilio in paesi emergenti. Grazie ad un processo d´investimento sistematico, che prevede regolari adeguamenti anticiclici della ponderazione dei paesi, il fondo punta a ridurre ai minimi termini il rischio d´investimento. La ponderazione dei singoli paesi risulta dal numero dei mercati presi in considerazione e dalle loro dimensioni (valore medio tra ponderazione paese e peso in base alla capitalizzazione di mercato nell´IFCI Index).
Sarasin EmergingSar è destinato ad investitori privati e istituzionali quale investimento complementare in azioni dei paesi emergenti asiatici più interessanti.
I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 20/01 AL 26/01

Valuta fondo percentuale
USD SARASIN EMERGINGSAR ASIA 11,14%
USD FIDELITY FUNDS – ASEAN FUND 2,19%
USD FIDELITY FUNDS – ASIAN SPECIAL SITUATIONS FUND 1,52%
USD CAF THAILAND 0,54%
USD FIDELITY FUNDS – PACIFIC FUND 0,29%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 20/01 AL 26/01

Valuta fondo percentuale
USD JP MORGAN FUNDS JF KOREA EQUITY FUND -21,78%
EURO DWS INVEST ASIAN SMALL/MID CAP -8,40%
EURO HSBC GIF KOREAN EQUITY -6,66%
EURO CAF JAPAN GROWTH -5,93%
EURO DARTA PACIFIC SELECTION -5,91%

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