La gestione dinamica sconfiggerà la crisi?

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di Matteo Chiamenti 26 Gennaio 2009 | 09:00
Le formule più avanzate di copertura di un portfolio investimenti sono state messe in dubbio in seguito alla recente crisi. Ma per Daniele Bernandi, a.d. di Diaman, la gestione dinamica rappresenta ancora una importante tutela dell’investimento.

Traendo spunto da quanto sostenuto da Marcello Messori, all’interno dell’incontro di settimana scorsa con i gestori di fondi italiani, uno dei punti focali all’interno del mondo gestito è la qualità degli strumenti di investimento offerti. L’opinione più diffusa è che, ai fini dell’incremento qualitativo dei prodotti, sia fondamentale il rafforzamento della base tecnica che li compone. Su questa linea d’onda si pone il prossimo Quantitative Asset Management Workshop 2009, (che si svolgerà presso Palazzo delle Stelline in Milano il 2 e 3 febbraio), incentrato sulle metodologie innovative nel panorama del risparmio gestito italiano.

Diaman (società di advisoring finanziario per clienti istituzionali quali banche, Sim, Sgr e consulenti finanziari) è l’organizzatrice dell’evento, che si svolge ormai da quattro anni. Daniele Bernardi, a.d. della società sostiene (secondo quanto riporta Borsa e Finanza): “ Tutti nel settore stanno cercando tecniche di selezione degli strumenti finanziari che siano differenti dalle metodologie classiche. Da questo punto di vista le gestioni quantitative sono lo strumento ideale per mantenere sotto controllo un numero ormai enorme di azioni ed obbligazioni. A prescindere da quello che può essere avvenuto nell’ultimo anno.” Una ultima affermazione molto importante. Dopo una serie di eventi che hanno messo in dubbio la valenza dell’ingegneria finanziaria, ai fini di scongiurare i rischi legati agli investimenti, Bernardi difende l’importanza di soluzione tecniche all’avanguardia, ovvero la cosiddetta gestione dinamica del portafoglio: “ L’obiettivo è quello di mantenere costante il rischio e non il portafoglio, che invece dovrebbe ruotare in relazione ai movimenti delle varie asset gestite”

Ecco le basi di una corretta gestione dinamica secondo Bernardi: “ La base di partenza è rappresentata da quattro contenitori: azioni, etf, fondi ed indici. All’interno di ogni contenitore, i prodotti finanziari vengono suddivisi per categorie, che spaziano dal tipo di asset (azionario, obbligazionario, commodity, liquidità) alla segmentazione geografica, alla tipologia (value, growth, large e small cap). Il primo giorno di ogni mese la società mette a disposizione i dati aggiornati dei vari strumenti, suddivisi per categoria, indicando per ognuna migliori e peggiori. In seconda battuta impostare operazioni long/short, in cui il lato lungo è costituito da titoli classificati tra i 10 migliori, mentre il lato corto dai 10 peggiori, sfruttando le logiche di market timing.”
Appuntamento quindi a Palazzo delle Stelline, in prospettiva di ulteriori approfondimenti.

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