Fondi comuni – banche inglesi in difficoltà

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di Roberto Dotti 23 Gennaio 2009 | 14:30
La Gran Bretagna è stata colpita da uno tsunami finanziario dopo l’annuncio di Royal Bank of Scotland di aver registrato perdite per 28 miliardi di sterline nel 2008, a causa, soprattutto, dell’acquisizione dell’olandese Abn Amro.

Il Governo britannico convertirà le sue azioni privilegiate in Royal Bank of Scotland con nuove azioni ordinarie passando dall’attuale 58% al 70% di partecipazione nel capitale della banca.
E questo nonostante il nuovo piano del governo inglese per far ripartire il credito e aiutare le banche a superare la fase più delicata della crisi e rafforzare la stabilità del sistema finanziario attraverso l’erogazione di altri miliardi di sterline. Il piano prevede l’assicurazione degli asset a rischio, la proroga delle garanzie al credito e una garanzia per le asset-backed securities.
Anche le altre banche inglesi non se la passano bene: Barclays e Lloyds sono stae caratterizzate da sedute con oscillazioni di prezzo a due cifre percentuali e ciò ha alimentato il sospetto che dietro tali variazioni ci sia lo short selling. Questo ha portato l’autorità di controllo della finanza britannica a confermare che, se necessario, potrebbe reintrodurre il divieto di vendita allo scoperto per stabilizzare il sistema.

Air France-Klm ha annunciato di attendersi un risultato operativo negativo per il terzo trimestre fiscale a causa del deterioramento delle condizioni macroeconomiche che hanno pesato sul traffico passeggeri e sull’attività cargo.

Fiat ha stretto un’alleanza strategica che prevede l’acquisizione del 35% di Chrysler: in futuro Fiat non sarà comunque obbligata a sostenere finanziariamente la casa americana. L’accordo prevede che i due gruppi sfruttino le rispettive reti di distribuzione, la Fiat avrà accesso alle piattaforme e alle fabbriche della Chrysler in Nord America a la casa di Detroit suppurterà la Fiat nella vendita della 500 e di Alfa Romeo sul mercato americano.

Societe Generale ha registrato ulteriori perdite a cause dell’attività di trading anche se l’utile netto del quarto trimestre dovrebbe risultare in equilibrio.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Europa vede il fondo DB Dynamic Aktien Plus in vetta alla classifica nella settimana che va dal 16 al 22 gennaio con una performance positiva del +2,7%.
Il comparto, lanciato nel febbario 2006, gestisce un patrimonio di 46 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -18,4%.
Il benchmark di riferimento è il DB Dynamic Aktien Plus Index.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 16/01 AL 22/01

Valuta fondo percentuale
EURO DB DYNAMIC AKTIEN PLUS 2,69%
EURO ING (L) INVEST EURO INCOME 2,01%
EURO HSBC GIF EUROLAND EQUITY SMALLER COMPANIES -0,25%
EURO DEXIA EQUITIES L EMERGING EUROPE -0,64%
EURO SELLA SICAV LUX EUROPEAN SMALL CAP EQUITY -1,07%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 16/01 AL 22/01

Valuta fondo percentuale
EURO ING (L) INVEST EUROPE OPPORTUNITIES -17,10%
EURO DB PLATINUM IV CROCI EURO -13,06%
EURO ING (L) INVEST EUROPE GROWTH FUND -8,25%
EURO JP MORGAN FUNDS EUROPE STRATEGIC VALUE FUND -8,06%
USD MS EUROPEAN EQUITY FUND -7,61%

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