Risparmio gestito: i principali fondi americani tagliano i costi

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di Matteo Chiamenti 23 Gennaio 2009 | 08:00
Nulla di buono all’orizzonte. I gestori americani scelgono la strategia per risollevarsi: ridurre i costi; e tra un taglio e l’altro nasce l’esigenza di capire dove si andrà a finire.

Il gruppo di ricerca del Greenwich Associates found, ha pubblicato nella giornata di giovedì un’interessante studio su alcuni dei principali fondi americani, descrivendo come questi si stiano cautelando dalla diminuzione degli introiti attraverso la diminuzione dei costi. Quali sono le poste in bilancio che verranno toccate nel 2009 e quale sarà la portata degli interventi?

Il modus agendi che sembrerebbe prevalere (e comprovato da numerose recenti notizie) è quello legato al taglio del personale e al riassestamento dei compensi. Nulla di nuovo, verrebbe da dire. Si parla di un livello di riduzione media pari al 14% delle spese preventivate per l’anno 2008 ed in alcuni casi questo dato tocca il 22%. Alcune imprese, stanno effettuando queste operazioni all’interno di divisioni considerate (da loro) meno importanti, come ad esempio l’area di assistenza al cliente o quella dedicata all’Information Technology, piuttosto che andare ad incidere sull’area strettamente amministrativa del fondo. Una scelta che può lasciare perplessi, data la presunta presa di coscienza da parte delle sgr riguardo rilevanti errori di amministrazione commessi negli ultimi tempi, che hanno sicuramente svolto un ruolo importante all’interno della crisi del mondo gestito; ma si sa, alle parole non sempre corrispondono i fatti. Altre imprese invece, sembrano  indirizzarsi direttamente verso i loro dirigenti, facendo cadere numerose teste ai piani alti della gerarchia societaria. Secondo Chris McNickle (consulente della Greenwich Associates)  a questa categoria apparterrebbero un buon 30% del campione complessivo.

Alcuni dei più grandi gestori americani, da Fidelity Investments fino a State Street hanno già effettuato pesanti tagli, in seguito ad un calo della raccolta nel 2008 stimabile intorno al 31%. Il campione interpellato da McNickle (47 gestori statunitensi con un ammontare di capitale pari a 3,2 trillioni di dollari) prevede che nel 2009 il dato salirà al 33% (rispetto al 2007). Scenario grigio; uno dei sempre più frequenti casi in cui, la migliore speranza consiste nell’auspicarsi di averla.

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