Fondi comuni – Luci e ombre sui mercati

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di Roberto Dotti 12 Febbraio 2009 | 16:30
Ancora sotto scacco i bancari con trimestrali che evidenziano notevoli perdite ma anche risultati migliori delle attese per altri settori.

Nel settore finanziario circolano voci che Bank of America navighi in cattive acque e che un possibile intervento del governo per  nazionalizzarla sia imminente: nelle ultime sei sedute il titolo ha perso il 50% toccando anche i livelli minimi dal 1984.
La prima banca svizzera, Ubs, dovrebbe annunciare a breve un taglio di personale intorno alle 2-3 mila unità nell’investment banking e ha annunciato che le perdite dello scorso anno si aggirano intorno ai 20 miliardi di franchi svizzeri.
Barclays, nel corso del 2008, ha effettuato svalutazioni per 8 miliardi di sterline e ha comunicato che il suo utile prima delle tasse è sceso a 6,1 miliardi di sterline (-14%). La banca prevede di ricominciare a versare il suo dividendo a partire dalla seconda metà dell’anno.

La divisione finanziaria di General Electric accusa un peggioramento dei fondamentali e anche gli altri settori di attività risentono del rallentamento economico: Jp Morgan ritiene che dovrà tagliare il proprio dividendo e potrebbe perdere il rating di tripla A ameno che non ci sia, nel corso del 2009, una notevole ripresa degli utili, cosa che nella sitauazione attuale risulta improbabile.

Il primo produttore al mondo di acciaio, ArcelorMittal, ha fortemente svalutato le sue scorte di magazzino ed ha annunciato di aver chiuso il quarto trimestre 2008 con un passivo di 2,63 miliardi di dollari. Perdite dovute soprattutto ai costi del processo di ristrutturazione: questo ha portato la società a tagliare il dividendo del 50% portandolo a 0,75 dollari per azione.

Il secondo produttore di semiconduttori europeo, Infineon, ha registrato nel primo trimestre fiscale chiusosi il 31 dicembre, una perdita operativa di 102 milioni di euro e un calo dei ricavi del 24%. Motivi delle perdite soprattutto il calo della domanda globale e della bancarotta di Qimonda, divisione delle memorie della stessa Infineon. Anche per il trimestre in corso si attendono ulteriori peggioramenti ma la società ha comunque performato meglio delle attese degli analisti e ha confermato le sue stime per l’esercizio in corso.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari settoriali vede il fondo DB Platinum Commodity Euro in vetta alla classifica nella settimana che va dal 05 al 11 febbraio con una performance positiva del +6,2%.
Il comparto, lanciato nel febbario 2006, ha registrato una performance YTD negativa del -1%.
Il benchmark di riferimento è il DB Commodity Euro Index.
Il comparto investe prevalentemente in valori mobiliari con rating investment grade o rating del credito a lungo termine equivalenti emessi da istituti finanziari o società e/o Stati sovrani Membri dell’OCSE e/o organizzazioni/enti sopranazionali e/o società-veicolo fornite di rating (o che hanno investito in obbligazioni fornite di rating), in relazione alle quali il rating delle società-veicolo o delle obbligazioni sottostanti – al momento dell’investimento – è pari a grado di investimento ed è stato attribuito da una primaria agenzia di rating, e, possibilmente, alcuni depositi in denaro effettuati presso istituti finanziari con grado di investimento o rating del credito a lungo termine equivalenti.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 05/02 AL 11/02

Valuta fondo percentuale
EURO DB PLATINUM COMMODITY EURO 6,23%
USD MLIIF WORLD MINING FUND 5,35%
USD UBS (LUX) EQUITY FUND ASIAN TECHNOLOGY 4,75%
EURO JB MULTICOOPERATION COMMODITY FUND (EURO) 4,53%
USD JB MULTICOOPERATION COMMODITY FUND (USD) 3,83%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 05/02 AL 11/02

Valuta fondo percentuale
EURO JULIUS BAER MULTIPARTNER – SAM SMART ENERGY FUND -20,91%
EURO FRANKLIN NATURAL RESOURCES FUND -16,86%
USD FRANKLIN BIOTECHNOLOGY DISCOVERY FUND -16,16%
EURO JB MULTISTOCK BIOTECH FUND -15,37%
USD AWF FRAMLINGTON HEALTH -13,71%

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