Fondi comuni – UniCredit conferma i volti e sposta la liquidità

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di Matteo Chiamenti 13 Febbraio 2009 | 12:00
Giornata di ieri caratterizzata da prevedibili conferme per Unicredit. Profumo e Rampl rimangono al loro posto. Nuovi scenari, invece, sul fronte liquidità.

Cvd. Un tripudio di conferme nel cda della giornata di ieri (12 gennaio) di Unicredit. Un consiglio durato oltre tre ore, che ha portato, tramite votazione all´unanimità, la conferma di Alessandro Profumo e di Dieter Rampl ai vertici della società e il mantenimento dell’attuale numero dei consiglieri (23 membri). E’stato invece accantonato il tema delle vicepresidenze (che potrebbero ridursi da cinque a tre).

Il consiglio ha preso inoltre atto del piano di riorganizzazione aziendale, nell’ottica della razionalizzazione delle risorse; le attività corporate e di markets e investment banking saranno accorpate sotto la direzione di Sergio Ermotti. Nelle intenzioni, la nuova struttura garantirà maggiore efficienza e minori costi (compresi tagli al personale di circa mille unità che si spartiranno tra le 300 già previste nel 2008 e le 700 di quest´anno). Le due divisioni riunificate si focalizzeranno maggiormente sulla clientela retail, sulla scia delle ultime tendenze di mercato.

Meno prevedibile è stato invece l’esito di un incontro parallelo; il consiglio della Fondazione Cassa di risparmio di Modena e quello della Fondazione Caritorino, si è riunito per decidere come ripartire la parte non optata del prestito cashes dopo la retromarcia di Verona. La scelta è stata contro le aspettative: le due fondazioni non hanno costituito una newco per sottoscrivere i 190 milioni supplementari, e hanno invece deciso di aumentare il loro impegno ciascuna di 66,75 milioni, per totali 133,5 milioni (erano stati ipotizzati 120). Il resto del cash è già stato prenotato, visto che la somma bloccata dalle due Fondazioni è anche «la massima residua ancora disponibile».

Il ticket di prenotazione sarebbe stato preso dal fondo di Abu Dhabi (Aabar Investments, che ha da poco rilevato la quota Atlantia di Unicredit) che si occuperebbe di 56,5 milioni di Euro. Altra decisione ha riguardato utilizzare il finanziamento di Intesa Sanpaolo ; le Fondazioni hanno anche deciso di non utilizzarlo visto che l´impegno complessivo si è ridotto;

“In futuro i cashes potrebbero essere inseriti in un veicolo “eventualmente aperto a partner istituzionali”
si apprende in un comunicato congiunto.
Le certezze, al mondo d’oggi, si nutrono sempre più spesso di condizionali.

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