Fondi comuni – swinging Europe

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Avatar di Roberto Dotti 13 Febbraio 2009 | 14:45
Il piano di rilancio a sostegno dell’economia e del sistema bancario americano continua a non convincere i mercati e le borse di riflesso continuano con comportamenti altamente volatili.

L’inizio di settimana ha visto tutte le borse dell’Europa orientale chiudere in rialzo nonostante i bassi volumi di scambi: l’indice RTS di Mosca ha guadagnato il 1,5%, il Bux a Budapest il 1,1%, il PX di Praga lo 0,6% e il WIG di Varsavia il 2,6%. I rimbalzi verso l’alto sono continuati per tutta la settimana analizzata.
In Russia in particolare il rally ha beneficiato del forte aumento dei prezzi delle commodities, della solidità del rublo e  delle notizie mocroeconomiche cinesi e dell’ascesa dell’indice Baltic Dry, che misura i costi del trasporto navale delle merci, ha ridato fiducia agli investitori sulle prospettive dei mercati delle materie prime.
Solo giovedì 12 febbraio gli indici hanno accusato il calo del prezzo del petrolio e le notizie poco rassicuranti provenienti da Wall Street.

La fine della settimana europea è stata caratterizzato dal segno meno per le banche italiane: Sanpaolo -3,6%, Ubi -3,6% e Banco Popolare -2,9%. Vendite anche su Pirelli in seguito alla presentazione del piano industriale e i titoli legati al petrolio, come Saipem (-3,6%) e Tenaris (-3,5%), che soffrono per i recenti cali di prezzo.

Nel settore energetico, il più grosso gruppo per capitalizzazione di borsa, Edf, ha chiuso la settimana in sofferenza a causa dei risultati sotto le attese di mercato registrati nel 2008, che ha portato il gruppo a cedere asset per 5 miliardi di euro per la riduzione del debito.
Anche il comparto auto francese sta subendo degli scossoni: Renault chiude il 2008 con un utile netto di 571 milioni rispetto ai 2,6 miliardi di euro dell’anno precedente. Anche i ricavi sono scesi, così come pure l’utile operativo e la società ha anche deciso di non distribuire il devidendo. La società ha accusato un forte calo del fatturato soprattutto nel secondo semestre del 2008 ma prevede una progressiva ripresa nella seconda parte dell’anno. La società ha goduto di un prestito agevolato dal governo di 3 miliardi di euro e in cambio si è impegnato a non chiudere stabilimenti ed evitare licenziamenti.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Europa vede il fondo Nordea 1 Centrral & Eastern European Equity Fund in vetta alla classifica nella settimana che va dal 6 al 12 febbraio con una performance positiva del +6%.

Il comparto, lanciato nel novembre 2005, ha registrato una performance YTD negativa -4,8% contro una performance a 3 anni del -24,6%.
Il benchmark di riferimento è il MSCI EM Eastern Europe Net return Index.

Il comparto investe almeno due terzi del suo patrimonio netto (ad esclusione dei fondi liquidi) in azioni e in altri titoli affini, come quote di imprese cooperative e certificati di partecipazione (rappresentativi di azioni e diritti azionari), certificati di godimento, warrant su azioni qualificate come valori mobiliari e diritti azionari emessi da società domiciliate o che esercitano una parte importante della loro attività economica nell’Europa centrale e orientale.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 06/02 AL 12/02

Valuta fondo percentuale
EURO NORDEA 1 CENTRAL & EASTERN EUROPEAN EQUITY FUND 5,98%
EURO DEXIA EQUITIES L EMERGING EUROPE 4,11%
EURO DB DYNAMIC AKTIEN PLUS 1,83%
EURO BRIGHT OAK GEO EUROPE SMALL CAPS 0,97%
EURO BRIGHT OAK GEO ITALY 0,76%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 06/02 AL 12/02

Valuta fondo percentuale
EURO ING (L) INVEST EUROPE OPPORTUNITIES -20,92%
EURO ING (L) INVEST EUROPE GROWTH FUND -12,14%
EURO UBS (LUX) EQUITY SICAV – EUROPEAN VALUE -10,36%
EURO DEXIA SUSTAINABLE EUROPE -9,93%
EURO DEXIA EQUITIES L EUROPE HIGH DIVIDEND -9,88%

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