Risparmio gestito – Dubbi su Assogestioni e Ucits IV

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di Matteo Chiamenti 16 Febbraio 2009 | 10:00
I punti cardinali per il rilancio espressi da Assogestioni? Serve più chairezza. La normativa Ucits IV? Attenzione alla particolarità del mercato italiano. Raimondo Marcialis, direttore MC Gestioni, esprime una voce fuori dal coro.

Razionalizzazione delle risorse, qualità dei prodotti offerti e fidelizzazione della clientela. Ecco i tre punti cardinali necessari al rilancio del risparmio gestito, espressi da Assogestioni. La normativa Ucits IV viene celebrata da più parti come opportunità per un miglioramento sistemico di questo mondo.
Qual è la reale percezione dei gestori su queste tematiche? A titolo di esempio, abbiamo ascoltato Raimondo Marcialis, direttore generale di Mc Gestioni. E l’immagine che ne emerge non è affatto delle più scontate.

Chiamenti: Assogestioni ha espresso tre punti chiave per il rilancio del risparmio gestito, ovvero razionalizzazione delle risorse, fidelizzazione della clientela e incremento della qualità dei prodotti offerti. Un suo parere al riguardo.
Marcialis: Proposte sicuramente interessanti. Ci troviamo all’interno di un cantiere aperto di idee e possibilità. La razionalizzazione è molto importante, ma prima bisogna capire quanto ci sia da razionalizzare; tuttavia la flessibilità dei paesi esteri o di alcune realtà come Irlanda e Lussemburgo rimane quasi irraggiungibile. La fidelizzazione a mio avviso non è granchè affare dei gestori; per sfruttarla occorrerebbe cambiare completamente modello, spingendo sui servizi ai clienti e anche verso le proprie reti distributive. In realtà è un problema di input che viene dato dal sistema bancario: se queste dovessero decidere in qualche misura decidere di “rottamare” i fondi, poco si potrebbe salvare tramite la fidelizzazione effettuata dal gestore. Non riesco a capirne la logica. E’ chiaro, comunque, che i modelli di business possono e devono evolversi verso criteri di trasparenza e servizio, sia verso il cliente finale che verso il cliente distributore. Elevare la qualità del prodotto? Tempo fa avrei aderito entusiasta, ora non sono così convinto che ciò che conta sia la ricerca della performance più alta. E’ un modo di fare che ha portato diverse distorsioni del mercato e altrettanti problemi. Il compito del gestore è garantire l’affidabilità del prodotto, non la gara sulla base della performance; tant’è che gestori con migliori risultati negli anni passati, hanno invece ottenuto ora le maggiori perdite.

C: Involuzione del risparmio. Molti investitori italiani stanno attraversando un periodo di transazione del risparmio verso strumenti molto semplici, con basso profilo di rischio, piuttosto che affidarsi a forme di monitoraggio del rischio attraverso raffinate tecniche di gestione del portafoglio. Cosa ne pensa?
M: Anche io avverto tale involuzione. Prevedo che l’industria andrà verso una semplificazione della gamma prodotto, puntando ai servizi. L’investitore è sfiduciato, alla ricerca del prodotto perfetto. A mio avviso esiste un deficit culturale alla base; parlare con il cliente permette di stabilire una relazione al di là della vendita, cercando di focalizzare il dialogo sulle esigenze caratteristiche del singolo investitore. L’ asset management deve concentrarsi su di una cosa che non riesce a fare tanto bene: mantenere le promesse.

C: Il suo parere sulla normativa Ucits IV. Ci saranno benefici per il mercato italiano?
M: Vedremo se vi saranno benefici. Io odio le semplificazioni. In genere riforme di armonizzazione a livello internazionali penalizzano la nostra industria; le aziende più grandi riusciranno a fare economie che noi personalmente non siamo in grado di attuare. Si vedrà nascere una serie di colossi parzialmente indipendenti, di pari passo piccole realtà indipendenti. Potrebbe nascere una realtà confederativa tra i diversi mercati europei. I gestori che si metteranno in proprio verranno probabilmente espulsi dal mercato.

Attenzione, quindi, a valutare opinioni e normative. Il mercato del risparmio gestito in Italia possiede una configurazione particolare. Una rigidità legislativa e di pensiero che necessita principalmente di due cose: chiarezza nelle soluzioni e valutazione accurata dell’implementazione delle stesse. Aspetti che attualmente sembrano latitare, nonostante l’incetta di buoni propositi.

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