Fondi comuni – Il caso Interfund Euro Corporate Bond

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di Matteo Chiamenti 19 Febbraio 2009 | 08:00
Continua il viaggio tra i migliori fondi per raccolta. Iniziamo a elevarci sul podio della classifica, dove incontriamo l’Interfund Euro Corporate Bond.

Prosegue il viaggio tra i 5 migliori fondi comuni d’investimento per risultati di raccolta nel mese di gennaio 2009. Entriamo direttamente sul podio; al terzo posto della classifica troviamo il fondo Interfund Euro Corporate Bond Il risultato in chiave raccolta netta è molto positivo; 180,4 milioni di Euro su un patrimonio totale attuale di 378,5 milioni (un incremento quasi del 100% del patrimonio). I dati appaiono meno interessanti se si guarda invece il lato della performance; in base ai riferimenti del nostro product selector, il risultato in ottica un anno è negativo e si assesta a quota -1,83%.

Proposto da Interfund S.A. nel lontano 1997, il fondo Interfund Euro Corporate Bond appartiene intuitivamente alla categoria degli obbligazionari euro corporate. Il rischio per l’investitore è medio-basso, essendo specializzato  nell’investimento instrumenti finanziari di natura obbligazionaria denominati in Euro e emessi da soggetti emittenti non governativi caratterizzati da un limitato rischio di insolvenza, ovvero da un rating superiore o uguale a investment grade. Una quota minoritaria del compartimento risulta invece composta da strumenti finanziari di natura obbligazionaria a tasso fisso e variabile, denominati anch’essi in Euro e emessi invece da emittenti governativi, prevalentemente caratterizzati da una vita residua compresa tra i 3 e i 5 anni.Il banchmark di riferimento per l’analisi è il Citigroup World BIG Euro Corporate (EUR) che racchiude i principali strumenti di debito emessi da società paesi appartenenti all’area Euro e denominati in Euro, aventi vita residua compresa tra 1 e 5 anni.

La performance in ottica medio lungo termine appare positiva ma poco sostanziosa 3,37%; occorre comunque ricordare che il mondo obbligazionario in generale sta vivendo un periodo di rilancio; non a caso se si guarda la performance a partire dall’anno in corso, ovvero il 2009, la performance risulta positiva (pari a poco più dell’1%). Il che denota forse un miglioramento delle aspettative per gli investitori.

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