Fondi comuni – la rossa Europa

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di Roberto Dotti 20 Febbraio 2009 | 13:15
In attesa di nuovi tagli dei tassi da parte della Bce l’Euribor continua la sua corsa al ribasso: l’Euribor a tre mesi, riferimento per le politiche nei mutui delle banche, è sceso al 1,9%, il minimo da quando è stata costituita l’Eurozona

In tutta Europa gli indici registrano un pesante ribasso nell’ultima seduta della settimana a causa del nervosismo che sembra essersi impadronito dei mercati per la fragilità del settore finanziario e legato ai timori di possibili ulteriori nazionalizzazioni.

A gennaio la fiducia degli industriali in Francia è scesa al suo livello più basso da quando è stato costituito l’indice.

A inizio settimana l’euro perde terreno nei confronti del dollaro e dello yen scontando la recessione giapponese che ha premiato l’avanzare del dollaro.

L’Europa è alle prese con quello che potrebbe diventare un incubo: le valute dell’Est Europa sono scivolate verso il basso influendo anche sulla quotazione dell’euro. Paesi con un minimo comun denominatore: in tempi di crisi sono venuti a mancare i risparmi che permettevano la ricostruzione e quindi si sono visti costretti ad importarli dall’estero indebitandosi con le banche straniere. Ad esempio i mutui in moneta locale avevano tassi alti e quindi si è preferito indebitarsi in valuta straniera. Perdendo valore le monete locali le rate dei mutui diventano sempre più care e spesso difficili da pagare. Al momento la soluzione potrebbe essere esercitata dalle banche centrali che hanno riserve abbondandi, ma non infinite. Molto dipende anche dalla capacità delle banche estere di rinnovare i prestiti a breve termine alle proprie controlate, altrimenti bisognerà sperare, è proprio il caso di dirlo, in aiuti sovranazionali che è difficile prevedere da dove e se arriveranno.

In Germania si prospetta un salvataggio statale di Hypo Re soprattutto dopo l’approvazione di un disegno di legge che prevede la possibilità della nazionalizzazione forzata delle banche.

Axa, gruppo assicurativo francese, nel 2008 ha registrato una flessione del 83% dell’utile netto per la svalutazione degli asset e della flessione del ramo vita. Le svalutazioni della crisi sono state pari 2,77 miliardi e il giro d’affari è sceso del 2%.Il fatturato è salito del 2,6% e il management prevede dati operativi solidi per il 2009. I conti sono comunque migliori del previsto.
L’utile netto di Bnp Paribas scende di oltre il 60% e il dividendo del 2008 è passato dai 3,35 euro del 2007, a 1 euro.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari settoriali vede il fondo DB Dynamic Aktien Plus in vetta alla classifica nella settimana che va dal 13 al 19 febbraio con una performance positiva del +7,7%.
Il comparto, lanciato nel febbraio 2006, gestisce un patrimonio di 46 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -20,9%.
Il benchmark di riferimento è il DB Dynamic Aktien Plus Index.
I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 13/02 AL 19/02

Valuta fondo percentuale
EURO DB DYNAMIC AKTIEN PLUS 7,69%
EURO ING (L) INVEST EURO INCOME 2,89%
EURO AAA MODEL ITALY EQUITY FUND 2,11%
EURO DARTA ITALY 1,97%
EURO CS EQUITY FUND (LUX) ITALY -0,64%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 13/02 AL 19/02

Valuta fondo percentuale
EURO ING (L) INVEST EUROPE OPPORTUNITIES -18,83%
EURO DB PLATINUM IV CROCI EURO -14,79%
EURO ING (L) INVEST EUROPE GROWTH FUND -9,51%
EURO NORDEA 1 CENTRAL & EASTERN EUROPEAN EQUITY FUND -8,84%
USD HSBC GIF EUROLAND EQUITY -8,77%

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