EFAMA, 2009 sottotono per i fondi europei

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Avatar di Marcella Persola 24 Febbraio 2009 | 09:47
Mentre la crisi finanziaria globale erode quote di patrimonio in gestione all’industria europea del risparmio gestito, si studiano delle soluzioni che sosteranno il mercato non solo nel breve, ma anche nel medio e lungo periodo. Come la UCITS IV.
 

Crisi dei mercati finanziari, competizione fra banche e paura della recessione. Sono questi i tre mostri che si aggirano per l’Europa e anche oltre frontiera. Il 2008 è stato un anno veramente difficile per l’industria del risparmio gestito e per i fund manager. La conferma arriva anche dalla pubblicazione emessa da EFAMA (European Fund and Asset Management Association) sui trend dell’industria europea dei fondi nel quarto trimestre del 2008 e nell’anno.

I dati non sono certo confortanti. Nel 2008 il patrimonio gestito si e’ ridotto del 22% a 6,142 miliardi rispetto ai 7,909 miliardi del 2007. Si tratta della maggiore frenata degli ultimi 11 anni, seppure negli ultimi 5 anni il patrimonio gestito sia cresciuto più del 30%. Il mercato è stato responsabile della perdita del 77% del declino degli asset Ucits, per i fondi azionari questa percentuale cresce fino all’84%.

Inoltre è segnalato che la maggiore uscita dai fondi si è registrata nel mese di ottobre (40% circa). Tenendo conto dei afflussi netti nei fondi speciali le uscite nette dai fondi europei di investimento sono state 284 miliardi nel 2008.

Ma non è il caso di piangersi addosso. Per gli esponenti dell’EFAMA  la domanda dei fondi di investimento per il 2009 “restera’ probabilmente sotto tono a meno che le incertezze dei mercati finanziari della crisi economica non saranno superati”. In ogni caso la combinazione di altri fattori rafforzerà la domanda degli investitori nei prossimi mesi come: i bassi tassi di interesse a breve termine, valutazioni molto basse delle azioni; le prospettive di crescita in Asia; l’attuazione rapida nei nuovi regimi di regolazione; il risparmio proveniente dai pensionamenti. Senza dimenticare l’importante contribuito che deriverà dalla direttiva UCITS IV.

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